27/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo ha stabilito una sentenza della Corte Suprema, che ha invocato il primo emendamento della Costituzione Usa, quello sulla libertà di espressione

Nessuna limitazione negli Stati Uniti alla vendita di videogiochi - anche se violenti - ai minori di diciotto anni: lo ha stabilito una sentenza della Corte Suprema, una delle ultime prima della pausa estiva. La Corte si è basata sul primo emendamento della Costituzione americana, quello che garantisce la libertà di espressione. É stata così annullata una legge attualmente in vigore in California, che proibiva la vendita ai minorenni di videogiochi troppo violenti.

I giudici californiani avevano approvato la legge nel 2005, considerandola una misura efficace per aiutare i genitori a tutelare i propri figli dai videogame troppo cruenti, sulla base anche di alcuni studi che mettevano in relazione l'uso di questi giochi con un successivo comportamento violento da parte dei ragazzini. Il provvedimento aveva scatenato forti polemiche da parte dell'industria videoludica, per la quale l'ambito di applicazione della legge sarebbe troppo vasto.

Negli Stati Uniti, più di 46 milioni di famiglie possiedono almeno una console, e l'industria dei videogiochi ha registrato nel 2010 entrate pari a 18 miliardi di dollari.

Parole chiave: Videogiochi, violenza, minorenni
Categoria: Diritti, Popoli, Costume, Economia
Luogo: Stati Uniti