27/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il potente cartello messicano, da qualche tempo sotto torchio delle forze dell'ordine, raccontato dall'esperienza di Piero Innocenti

Scritto da
Piero Innocenti

Il 21 giugno, ad Aguascalientes, ad un posto di controllo, la polizia federale messicana ha arrestato Josè de Jesus Mendez Vargas (detto El Ghango), pericoloso narcotrafficante, ritenuto leader del poderoso cartello de La Familia e suo "capo spirituale". Grande esultanza per il "duro" colpo inferto alla organizzazione criminale dopo la morte, avvenuta nel dicembre del 2010, in un conflitto a fuoco con i federali, di Nazario Moreno Gonzales (alias El mas Loco o El Doctor), considerato l'erede di Carlos Rosales Mendoza ( arrestato dalla polizia nel 2004), fondatore della Familia. Alcuni "autorevoli" osservatori messicani, subito dopo la cattura di El Chango, nell'euforia del momento, hanno dichiarato lo "smantellamento" definitivo della Familia. Credo che sia più prudente parlare di "battaglia" vinta dalle forze dell'ordine che di fine del cartello. Del gruppo dirigenziale fanno parte ancora importanti narcotrafficanti come Servando Gomez Martinez (alias La Tuta), considerato il responsabile del settore "militare", Dionicio Loyas Plancarte (alias El Tio), addetto ai rapporti con i mezzi d'informazione, Enrique Plancarte Solis (La Chiva) e Josè Arnoldo Rueda Medina.

Pare che l'arresto di El Ghango sia stato determinato dal "tradimento" di "La Tuta", cioè Gomez Martinez, che, nel contesto del cartello, è sicuramente la persona più pericolosa. Quest'ultimo ha come suo stretto collaboratore tale Juan Victor Fernandez Castaneda, soprannominato El Brujo perché dalla lettura delle carte, si dice, è in grado di predire eventi negativi per il "capo". Nell'ambiente criminale si sostiene che La Tuta avrebbe ordinato diversi omicidi solo perché "messo in guardia" da El Brujo su alcune persone. Sconcertante, poi, la notizia diffusa nel dicembre 2010 secondo cui La Tuta risultava ancora insegnante di ruolo nella scuola primaria del municipio michoacano di Arteaga almeno fino al primo trimestre del 2010. Percependo il relativo stipendio! Il Messico è anche questo!

Tornando alla Familia, va detto che tale organizzazione criminale si era andata sviluppando negli anni Ottanta, nello Stato di Michoacan, grazie alla fusione di esponenti di una milizia rurale locale con elementi dei Los Zetas (all'epoca braccio armato del cartello del Golfo). Il compito originario era quello di proteggere le popolazioni locali dalle violenze degli altri narcos. Successivamente La Familia si era specializzata nella produzione e distribuzione della marjiuana, passando, poi, alla cocaina e alle amfetamine e, più recentemente, ai sequestri di persona, alle estorsioni in danno di cittadini e commercianti in cambio di "protezione", al lavaggio di denaro sporco. La Familia, secondo rapporti dell'intelligence messicana, può contare su alcune migliaia di persone molte delle quali indottrinate da un rigido codice d'onore contenente riferimenti alla Bibbia e all'evangelismo dell'americano John Eldrege. Le prediche religiose e gli omicidi con decapitazioni costituiscono strumenti di propaganda molto convincenti anche nei confronti dei rivali più riottosi. Sono ancora in molti a ricordare l'episodio, avvenuto nel luglio del 2006, a Uruapan, quando su una pista da ballo furono lanciate, da alcuni membri del cartello, cinque teste mozzate con un messaggio che faceva riferimento alla Familia e alla sua "giustizia divina".

La Familia ha stretto eccellenti rapporti con il potere politico negli Stati di Michoacan, Guerrero e nel Distretto Federale. Quando il 25 maggio 2009 i federali hanno arrestato una decina di sindaci di Michoacan, sette presidenti municipali, un giudice e cinque dei collaboratori del governatore, la gente non si è sorpresa più di tanto. Era ben noto che Julio Cesar Godoy, deputato e fratello del governatore Leonel Godoy, teneva stretti rapporti di "affari" con La Familia.

La Familia, tuttavia, non esercita il controllo soltanto sul territorio messicano. "Agenzie di rappresentanza" sono operative negli Usa, in Olanda, in Belgio, in Costarica e in Cina. Il riconoscimento ufficiale della Familia nel contesto internazionale delle mafie delle droghe, avviene nel luglio del 2009, quando la Dea riconosce nella Familia "..un nuevo cartel de narcotraficantes.."

L'operazione "Coronado", condotta dalla Dea e dal Fbi nell'ottobre 2009 in tredici Stati americani con l'arresto di trecento persone, molte delle quali ritenute organiche alla Familia, confermeranno le valutazioni dei servizi di sicurezza americani apportando ulteriori elementi di conoscenza della struttura criminale di cui fanno parte non più soltanto messicani ma anche guatemaltechi e salvadoregni, seguendo "direttive" di un "consiglio" composto da uomini d'affari, funzionari pubblici, trafficanti di droghe e di armi. La "truppa" del cartello deve superare appositi corsi di addestramento della durata di tre-sei mesi, in appositi campi situati nello Stato di Michoacan, sotto la guida di istruttori provenienti dai ranghi delle forze speciali militari colombiane e messicane.

Nel cartello, negli ultimi mesi, si sono registrati episodi che evidenziano una lotta per la leadership. La nascita, ad opera di alcuni membri dissidenti della Familia, di un nuovo "cartello" denominato dei "Caballeros Templaros", lascia presagire eventi ancora più sanguinosi e tragici per un paese che non riesce a venir fuori da tale piaga.

 

Parole chiave: Cartelli, droga, Messico, Guerra
Categoria: Guerra
Luogo: Messico