04/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Centinaia di omicidi da gennaio a oggi. Sostituito il capo della polizia. Gli esperti: Portorico nuova via della droga proveniente dal Sudamerica

Cambio della guardia ai vertici della polizia di Portorico. Josè Figueroa Sancha, dal 2009 capo della polizia, lascia il suo posto, ufficialmente per regioni legate al suo stato di salute. Al suo posto come sovraintendente ad interim andrà il colonnello in pensione Josè Luis Rivera.

Ufficiosamente, però, l'elevato numero di omicidi avvenuti nell'isola, messi a segno dalla criminalità organizzata, ha minato fortemente il suo lavoro.

Da molti anni non si registravano così tante morti violente come avvenuto nel giugno di quest'anno. Ben 101 omicidi sono da considerare un vero e proprio record, anche se negativo. Il più alto tasso di omicidi registrato prima del giugno di quest'anno risale al 1994 quando furono 84.

Intanto Figueroa, che prima di diventare capo della polizia di Portorico era stato operativo per 25 anni nell'FBI, ha accettato le critiche che gli sono piovute addosso e ha sottolineato che "il futuro della popolazione di Portorico è strettamente relazionato con il lavoro della polizia nazionale".

I numeri, però, fanno paura. Lo scorso fine settimane ventinove persone sono state uccise in diversi agguati, tutti attribuibili al mondo della droga.

Nel 2010 sono stati 955 gli omicidi, una cifra molto vicina a quella del 1994 quando furono 995. e nei primi sei mesi di quest'anno il numero degli omicidi è già a quota 568. Un problema davvero molto grande per il piccolo Stato libero ma associato agli Usa.

Le forze dell'ordine locali sostengono che gli omicidi siano legati ai clan della droga. Portorico da qualche tempo è considerata una delle vie privilegiate per il contrabbando di stupefacenti che giungono dal paesi del Cono Sud del continente e che transitano nell'isola prima di imboccare la strada per gli Usa. Un viaggio piuttosto semplice, facilitato dall'assenza di dogane e controlli.

Secondo gli esperti, poi, le nuove rotte della droga passeranno sempre più spesso dai caraibi perchè i controlli al confine Usa-Messico si fanno sempre più massicci e supportati da altissima tecnologia.

 

Alessandro Grandi

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