11/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La violenza per il controllo del territorio lascia segni indelebili anche a Monterrey, città moderna e controllata dalla polizia

Non sono confortanti le notizie che gungono dal Messico dove lo scontro fra bande criminali e poteri dello stato è ormai all'apice della sua violenza.

Le regole non ci sono. Forse non ci sono mai state. Per questo può accadere, come è avvenuto nell'ultimo week end a Monterrey, una città grande, vitale, cosmopolita e moderna, che un commando armato di tutto punto e composto almeno da una dozzina di persone, faccia irruzione in un bar della città e apra il fuoco, uccidendo 20 ragazzi. Altri cinque sono rimasti feriti in modo molto serio e non si sa se ce la faranno a sopravvivere.

Impressionanti le modalità dell'attacco. Secondo i bossoli dei proiettili rinvenuti sl posto la polizia ha potuto stabilire che a sparare siano stati fucili Ak47 e Ar15. All'interno del locale i sicari si sarebbero fermati 15 minuti avendo così il tempo di individuare le vittime. Las cosa che lascia sconcertata la popolazione cittadini è che l'attacco è avvenuto nel centro di una delle città più sicure e controllate del Paese.

La polizia che indaga ha fatto sapere che probabilmente il brutale attacco potrebbe essere stato attuato dai sicari de "Los Zetas" o quelli del "Cartello del Pacifico", che dall'anno scorso si combattono ferocemente per il controllo del territorio e di conseguenza del mercato illegale di droga e armi. I due gruppi in questione fino all'anno scorso erano alleati.

C'è molta paura nell'area e sembra che la potenza dei killer dei cartelli, veri e propri eserciti privati, non guardi in faccia a nessuno, e segua solo la sua regola: quella delle armi e del più forte.

Altrimenti non ci si spiega i quasi 40mila morti di questi ultimi anni.

Il portavoce della Sicurezza del governo federale messicano Alejandro Poirè ha affermato che questi episodi di violenza sono il risultato di "un concorso irrazionale e mortale tra bande criminali. Si tratta di una guerra assurda che andrà avanti fino alla morte".

Poi, la proposta del portavoce riprede il lavoro iniziato da tempo. "Dobbiamo continuare a indebolire i cartelli spingendo sull'acceleratore che rafforza le istituzioni e limita l'impunità, portando quanti più responsabili possibile dietro le sbarre a scontare la loro pena".

Poirè inoltre, ha fatto sapere che la polizia sta indagando sull'uccisione di undici persone avvenuta venerdì scorso a Valle de Chalco, nello Stato del Messico. A suo avviso la colpa sarebbe da attribuire al famigerato gruppo de "Los caballeros templares" (una volta conosciuti come La Familia), e agli altrettanto terrificanti "Los Zetas". Secondo Poirè la zona potrebbe diventare ben presto molto calda perchè fra i due gruppi esiste un'accesa rivalità.

Alessandro Grandi

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