21/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Si moltiplicano gli scontri tra militari della coalizione Usa e contractors privati
di Waine Madsen*
 
I resoconti di conflitti a fuoco tra i militari americani e della coalizione da una parte, e di compagnie militari private di contractors in Iraq sono passati dall’essere casi episodici a un flusso costante. Secondo esperti militari Usa, mentre gli incidenti da “fuoco amico” per gli Stati Uniti erano più frequenti in Vietnam di quanto non sia mai stato ammesso dal Pentagono, la violenza fra i militari Usa e i quasi-mercenari attivi in Iraq è un fenomeno piuttosto nuovo. Ciò che sta accadendo in Iraq non è quello che siamo abituati a considerare “fuoco amico”, ma un vero combattimento tra le stesse forze di occupazione.
 
Verso la fine di maggio a Falluja è scoppiato un combattimento fra i miliziani privati che lavorano per la “Zapata Engineering”, una ditta del North Carolina, ed i marines. I soldati della Zapata, secondo quanto riferito, hanno aperto il fuoco sulle postazioni di sicurezza dei marines. Il Los Angeles Times ha segnalato che i marines hanno testimoniato che gli impiegati della compagnia militare privata avrebbero sparato sui civili; ed in una lettera con la quale spiegava l’espulsione di sedici dei suoi impiegati dall’Iraq il corpo dei marines ha dichiarato che "il vostro convoglio stava viaggiando in velocità attraverso Falluja sparando colpi  indiscriminatamente, alcuni dei quali hanno colpito le posizioni occupate dai marines degli Stati Uniti. Le vostre azioni hanno messo in pericolo le vite di Iracheni innocenti e dei membri statunitensi in servizio nella zona."
 
In più, l'anno scorso erano già avvenuti un certo numero di incidenti fra il personale dell'esercito degli Stati Uniti (ufficiali compresi) e impiegati in armi della Custer Battles, una ditta con sede a Rhode Island e legata al Gop (Grand Old Party, come viene chiamato negli Stati Uniti il Partito Repubblicano). La ditta, che è stata accusata di fatturazione eccessiva verso il governo, successivamente è stata sospesa dal prestare servizio in Iraq, anche se poi è recentemente riemersa con diversi nomi corporativi e piattaforme off-shores. Gli impiegati in Iraq della Custer Battles sono veterani non regolari degli Stati Uniti e stranieri  appartenenti a formazioni paramilitari per operazioni e campagne speciali, come i Sas inglesi (forze speciali di Australia e Sud Africa), e squadroni della morte colombiani e  salvadoregni. Molti difettano dell'addestramento e degli obblighi culturali di consapevolezza richiesti dalle forze degli Stati Uniti in servizio in Iraq. Spesso i contractors militari si sono resi responsabili di atrocità contro i civili iracheni di cui sono stati incolpati dai militari degli Stati Uniti. La partecipazione di due appaltatori, Caci e Titan, nello scandalo delle torture di Abu Ghraib, ha aggiunto inimicizia fra i militari e contractors.
 
Questo scisma tra militari e mercenari è venuto alla luce in un clima generale di scarsa amicizia tra i militari dell’esercito e quelli privati in Iraq ed è sfociato nei confronti a fuoco fra i militari di servizio ed il personale di Custer Battles, particolarmente dentro e attorno l'aeroporto internazionale di Baghdad, dove la Custer Battles era stata coinvolta nelle procedure di sicurezza. Nel novembre scorso ci furono un certo numero di scontri a fuoco e scontri fisici fra le truppe dell'esercito degli Stati Uniti e quelle di Custer Battles all'aeroporto di Baghdad. Alcuni appaltatori hanno cercato di sdrammatizzare e insabbiare le notizie dei combattimenti fratricidi. Hanno insinuato, nei bollettini sulla sicurezza, che ribelli iracheni si sarebbero travestiti da contractors per attaccare civili iracheni e forze militari Usa in servizio. Gli Stati Uniti hanno a dir poco riso dell’eventualità.
Ci sono inoltre rapporti che denunciano come i servizi segreti Usa guardino dall’altra parte in seguito a “soffiate” di attacchi dei ribelli (l’ex Guardia Repubblicana, non Zarqawi o affiliati) contro le milizie private.
 
Un recente briefing ad uso esclusivo degli ufficiali (Fouo, "For Official Use Only"), fornito al reporter, riporta che il panorama insurrezionale iracheno è diviso in tre gruppi indipendenti - gli "ultra-conservatori islamici"; i sunniti sostenitori del vecchio regime, anti-sciiti e anti-curdi sostenuti dai baathisti siriani e gli anti-occidentali; infine gli sciiti che invocano il controllo statale e ricevono supporto dai sostenitori in Iran. Molti militari degli Stati Uniti, specialmente della Guardia Nazionale e dei riservisti, sono invidiosi degli alti stipendi pagati ai contractors. Per ogni dieci militari degli Stati Uniti in Iraq, ora c’è un militare privato di supporto. Nell’operazione Desert Storm, il rapporto era uno a sessanta. Al momento, ci potrebbero essere fino a trentacinquemila militari privati in Iraq.
 
I conflitti fra i militari degli Stati Uniti e i contractors provengono dalle disparità di paga e di benefici: dei contractors disturbano poi la mancanza di disciplina e di quella che i militari definiscono "consapevolezza culturale"; le loro attività illegali e, sull’altro fronte, la convinzione delle compagnie private che i militari degli Stati Uniti non stiano facendo abbastanza per proteggerli.
Categoria: Guerra
Luogo: Iraq