Si moltiplicano gli scontri tra militari della coalizione Usa e contractors privati
di Waine Madsen*
I resoconti di conflitti a fuoco tra i militari americani e della coalizione
da una parte, e di compagnie militari private di contractors in
Iraq sono passati dall’essere casi episodici a un flusso costante.
Secondo esperti militari Usa, mentre gli incidenti da “fuoco amico” per
gli Stati Uniti erano più frequenti in Vietnam di quanto non sia mai
stato ammesso dal Pentagono, la violenza fra i militari Usa e i
quasi-mercenari attivi in Iraq è un fenomeno piuttosto nuovo. Ciò che
sta accadendo in Iraq non è quello che siamo abituati a considerare
“fuoco amico”, ma un vero combattimento tra le stesse forze di
occupazione.

Verso la fine di maggio a Falluja è scoppiato un combattimento fra i miliziani
privati che lavorano per la “Zapata Engineering”, una ditta del North Carolina,
ed i marines. I soldati della Zapata, secondo quanto riferito, hanno aperto il
fuoco sulle postazioni di sicurezza dei marines. Il Los Angeles Times ha segnalato
che i marines hanno testimoniato che gli impiegati della compagnia militare privata
avrebbero sparato sui civili; ed in una lettera con la quale spiegava l’espulsione
di sedici dei suoi impiegati dall’Iraq il corpo dei marines ha dichiarato che
"il vostro
convoglio stava viaggiando in velocità attraverso Falluja sparando colpi indiscriminatamente,
alcuni dei quali hanno colpito le posizioni occupate dai marines degli Stati Uniti.
Le vostre azioni hanno messo in pericolo le vite di Iracheni innocenti e dei membri
statunitensi in servizio nella zona."

In più, l'anno scorso erano già avvenuti un certo numero di incidenti fra il
personale dell'esercito degli Stati Uniti (ufficiali compresi) e impiegati in
armi della
Custer Battles, una ditta con sede a Rhode Island e legata al Gop (Grand
Old Party, come viene chiamato negli Stati Uniti il Partito Repubblicano). La
ditta, che è stata accusata di fatturazione eccessiva verso il governo, successivamente
è stata sospesa dal prestare servizio in Iraq, anche se poi è recentemente riemersa
con diversi nomi corporativi e piattaforme
off-shores. Gli impiegati in Iraq della
Custer Battles sono veterani non regolari degli Stati Uniti e stranieri appartenenti
a formazioni paramilitari per operazioni e campagne speciali, come i Sas inglesi
(forze speciali di Australia e Sud Africa), e squadroni della morte colombiani
e salvadoregni. Molti difettano dell'addestramento e degli obblighi culturali
di consapevolezza richiesti dalle forze degli Stati Uniti in servizio in Iraq.
Spesso i
contractors militari si sono resi responsabili di atrocità contro i civili
iracheni di cui sono stati incolpati dai militari degli Stati Uniti. La partecipazione
di due appaltatori, Caci e Titan, nello scandalo delle torture di Abu Ghraib,
ha aggiunto inimicizia fra i militari e
contractors.
Questo scisma tra militari e mercenari è venuto alla luce in un clima generale
di scarsa amicizia tra i militari dell’esercito e quelli privati in Iraq ed è
sfociato nei confronti a fuoco fra i militari di servizio ed il personale di Custer
Battles, particolarmente dentro e attorno l'aeroporto internazionale di Baghdad,
dove la Custer Battles era stata coinvolta nelle procedure di sicurezza. Nel
novembre scorso ci furono un certo numero di scontri a fuoco e scontri fisici
fra le truppe dell'esercito degli Stati Uniti e quelle di Custer Battles all'aeroporto
di Baghdad. Alcuni appaltatori hanno cercato di sdrammatizzare e insabbiare le
notizie dei combattimenti fratricidi. Hanno insinuato, nei bollettini sulla sicurezza,
che ribelli iracheni si sarebbero travestiti da contractors per attaccare civili
iracheni e forze militari Usa in servizio. Gli Stati Uniti hanno a dir poco riso
dell’eventualità.
Ci sono inoltre rapporti che denunciano come i servizi segreti Usa guardino dall’altra
parte in seguito a “soffiate” di attacchi dei ribelli (l’ex Guardia Repubblicana,
non Zarqawi o affiliati) contro le milizie private.

Un recente briefing ad uso esclusivo degli ufficiali (Fouo, "For Official Use
Only"), fornito al reporter, riporta che il panorama insurrezionale iracheno è
diviso in tre gruppi indipendenti - gli "ultra-conservatori islamici"; i sunniti
sostenitori del vecchio regime, anti-sciiti e anti-curdi sostenuti dai baathisti
siriani e gli anti-occidentali; infine gli sciiti che invocano il controllo statale
e ricevono supporto dai sostenitori in Iran. Molti militari degli Stati Uniti,
specialmente della Guardia Nazionale e dei riservisti, sono invidiosi degli alti
stipendi pagati ai contractors. Per ogni dieci militari degli Stati Uniti in Iraq,
ora c’è un militare privato di supporto. Nell’operazione Desert Storm, il rapporto
era uno a sessanta. Al momento, ci potrebbero essere fino a trentacinquemila militari
privati in
Iraq.
I conflitti fra i militari degli Stati Uniti e i contractors provengono dalle
disparità di paga e di benefici: dei contractors disturbano poi la mancanza
di disciplina e di quella che i militari definiscono "consapevolezza culturale";
le loro attività illegali e, sull’altro fronte, la convinzione delle compagnie
private che i militari degli Stati Uniti non stiano facendo abbastanza per proteggerli.