05/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Aumentano mobiltazioni nella città di Aleppo, ma un analista avverte: la borghesia della città “farà di tutto per salvare il regime”

Scontri tra forze di sicurezza e manifestanti ad Aleppo, città nel nord della Siria, che fino ad ora era rimasta immune alle rivolte contro il presidente Assad.

Secondo l'analista Yusef Ibrahim, docente di Sociologia all'università di Aleppo intervistato dall'agenzia Adnkronos, è "poco probabile una vera e propria mobilitazione della città".

Ad Aleppo infatti risiedono soprattutti commercianti e industriali, appartenenti a quella media borghesia che ha legato i suoi affari alla famiglia di Assad e che per  questo "farà di tutto per salvare il regime".

Anche se le mobilitazioni nella città sono aumentate dall'inizio del Ramadan, queste sono portate avanti soprattutto dai giovani dei quartieri popolari, che non possono competere con il potere dei commercianti che "detengono il controllo economico e sociale su sette milioni di persone".

Almeno dieci persone sono state uccise oggi nelle manifestazioni contro il regime svoltesi in diverse città della Siria, secondo quanto riferisce la televisione satellitare Al Jazeera. Sette manifestanti sarebbero stati uccisi ad Arbin, nei pressi di Damasco, e tre a Nawa, una cittadina vicina a Daraa, secondo quanto detto da attivisti all'emittente.

Parole chiave: siria, Aleppo, proteste, commercianti
Categoria: Politica, Armi
Luogo: Siria