Al via oggi il “grand tour” diplomatico del premier turco Recep Tayyip Erdogan. Il primo ministro di Ankara è atteso al Cairo per un vertice con il capo del Consiglio supremo delle forze amrate egiziane, Mohamed Hussein Tantawi, con il premier in carica Essam Sharaf.
Al termine dell’incontro, anticipa Al Jazeera, la Giunta militare egiziana e il governo turco creeranno un consiglio strategico di cooperazione e sigleranno alcuni accordi economici. Un segnale per i vicini d’Israele: ad Ankara non soffriranno la rottura dei rapporti diplomatici, avvenuta la scorsa settimana.
Da qui al 15 settembre, data in cui Erdogan chiuderà le sue visite diplomatiche, il leader dell’Akp visiterà i capi di governo dei Paesi protagonisti della “Primavera araba”. L’obiettivo di Ankara è mettere all'angolo il governo di Tel Aviv e rinsaldare i rapporti con i vicini arabi. Con Tel Aviv i rapporti sembrano sempre più tesi.
Rischia di farli precipitare però un’intervista rilasciata alla tv satellitare Al Jazeera dal premier turco; Erdogan ha dichiarato che un nuovo attacco israeliano a convogli umanitari diretti alla Striscia di Gaza, analogo all’arrembaggio della Freedom flotilla dello scorso maggio, sarebbe un ottimo “casus belli”.