"Non è etico che un paese che viola i diritti umani in tutto il mondo possa emettere certificazioni di rispetto dei diritti umani riguardanti un altro paese, quando per di più siamo di fronte a un altro Stato, come la Colombia, che a sua volta, da sei decenni, continua a calpestarli in maniera sistematica".
E' così che César Jerez, direttore di Prensa Rural, il media alternativo più letto in Colombia - espressione del potente movimento contadino della Valle del Rio Cimitarra - ha commentato la notizia che gli Stati Uniti daranno i fondi sollecitati dalla Casa Bianca per le Forze armate colombiane, per merito della certificazione positiva rilasciata dal dipartimento di Stato Usa a Bogotá, relativa alla situazione dei Diritti Umani nel paese. Si tratta di un certificato annuale indispensabile per far sì che il Congresso statunitense possa concedere fondi sotto forma di aiuti militari ad altri paesi. "La certificazione è un requisito interno dell'amministrazione Usa, che permette di sborsare ancora più risorse per incrementare la guerra in Colombia - spiega il direttore -. È molto contraddittorio che una certificazione in diritti umani permetta la cessione di altri 25 milioni di dollari proprio all'istituzione che più viola questi diritti, ossia l'esercito".
Il Dipartimento di Stato ha dichiarato che sotto il Governo di Juan Manuel Santos si sono fatti "passi significativi" per proteggere i diritti umani e ha dato speciale enfasi alla ley de Víctimas y Tierras. E, nonostante abbia segnalato che "occorre far di più" specialmente per proteggere le persone che vogliono recuperare la propria terra, non ha avuto dubbi e concesso i soldi. "Durante il periodo di certificazione, il Governo colombiano ha fatto una serie di passi importanti per migliorare il rispetto dei diritti umani, sia nelle Forze armate sia nel paese in generale", ha dichiarato la Casa Bianca in un comunicato. Ma Jerez dice ben altro: "La situazione dei diritti umani qui in Colombia non è migliorata per niente, al contrario, dai dati ufficiali del Governo, ad agosto si contano 29 sindacalisti uccisi e l'ultimo caso di "falso positivo" (ossia civili uccisi dai militari e spacciati per guerriglieri, in modo da ottenere licenze e permessi premio) si è presentato solo due mesi fa, nel centro agricolo Cerro Azul de San Pablo, Zona di Riserva contadina del Valle del Río Cimitarra. È chiaro che Palazzo Narino usa la certificazione per propiziare la firma del Trattato di libero commercio fra Colombia e Stati Uniti. Il presidente Santos ha dichiarato che la certificazione è molto opportuna perché arriva proprio ora che si comincia a discutere il Tlc al Congresso a stelle e strisce. E intano i crimini di lesa umanità e le violazioni dei diritti umani continuano nella quasi totale impunità".
Niente è realmente cambiato, dunque, nonostante il tanto sbandierato Nuovo Codice penale militare, le dichiarazioni di guerra ai gruppi armati illegali di qualsiasi colore siano, e le leggi che inaspriscono le pene per chi si macchia di delitti contro attivisti dei diritti umani. Tutta propaganda. Anche secondo la maggioranza delle Ong che lavorano nel paese andino, le quali denunciano come "il Governo non stia efficacemente proteggendo gli attivisti", aggiungendo che in questa famigerata Ley manca "una strategia di sicurezza integrale che permetta la restituzione effettiva delle terre, senza violenza".
Stella Spinelli