La paura è tanta in quel di Veracruz, stato messicano dove fare il giornalista è davvero complicato. La denuncia arriva da una delle giornaliste più conosciute del Paese, Luz Sosa, redattrice del Diario di Chiuhuahua vincitrice di diversi premi giornalisti per il suo lavoro in prima linea. Da sempre racconta la cronaca dura e cruda di uno dei paesi più violenti al mondo. E questo a chi vuol schiacciare il paese sotto le sue scarpe, questo non piace. E' stata minacciata ed attaccata. Oggi, come ieri, non abbandona il suo lavoro e si mette a disposizione di tutti i colleghi messicani che vivono ciò che lei conosce bene.
È il caso dei reporter dello Stato di Veracruz, che difficilmente riescono a coprire le notizie relative ai delitti legati alla criminalità organizzata.
"Io ho dei ricordi che risalgono al 2008 quando stavo sveglia tutta la notte pensando a quale poteva essere la reazione della criminalità dopo aver letto i miei articoli. La sensazione di solitudine è terribile, però è ancora più difficile accettare il fatto di non poter fare il tuo lavoro. Non voglio restare con le braccia incrociate davanti a ciò che sta accadendo a Veracruz. E chiedo a tutti di unire le nostre forze per i nostri colleghi reporter che subiscono intimidazioni pesanti e non hanno alcun tipo di aiuto da parte dei tre livelli di governo. Inoltre, dobbiamo supportarli e cercare tutti insieme di diffondere questo SOS. Non solo per loro, ma anche per l'intera società messicana che non può più permettersi di essere ostaggio di un governo corrotto, della delinquenza organizzata. Così come non possiamo permetterci in questo Paese di avere una stampa che ha paura di fare il suo lavoro" dice in un comunicato la Sosa.
L'appello che la giornalista messicana ha lanciato in favore dei colleghi dello Stato di Veracruz ha trovato subito molte adesioni, sia fra i colleghi del Paese sia dall'estero. Le associazioni di giornalisti, i direttori dei maggiori quotidiani e delle agenzie si sono messi a disposizione per dare visibilità e 'un aiuto consistente' per fare in modo che i giornalisti di Veracruz possano continuare a svolgere il loro lavoro. E sono davvero tante le adesioni all'SOS arrivate oggi sulla scrivania della Sosa. Come sono molteplici le idee che sono state avanzate per permettere al giornalismo messicano di lavorare. Ad esempio una tavola rotonda nazionale, magari trasmessa dalla Tv di Stato che sensibilizzi quanto più possibile l'opinione pubblica. Oppure assemblee stato per stato per far vedere che il giornalismo messicano, quello vero e non quello al servizio dei poteri forti, non ha paura di dire la verità su ciò che accade nel Paese.