La Turchia ha dato il via alle prospezioni off-shore nel Mediterraneo orientale. La decisione è una risposta all'annuncio cipriota dell'avvio di trivellazioni presso le coste orientali dell'isola che Ankara aveva definito "una provocazione contraria al diritto internazionale".
Un'imbarcazione turca, la Piri Reis, ha lasciato il porto di Izmir, nella Turchia occidentale, venerdì 23 settembre per portare a termine un'analisti sismica e geofisica nelle acque a sud di Cipro.
La scorsa settimana il governo del sud di Cipro aveva iniziato esplorazioni petrolifere, provocando una reazione della Turchia che non riconosce l'amministrazione greco-cipriota.
Secondo Ankara, i proventi dell'estrazione di gas e petrolio spettano anche ai turco-ciprioti che vivono nel Nord dell'isola, occupata militarmente dalla Turchia nel 1974.
Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che le esplorazioni "unilaterali" da parte di una delle due parti potrebbe danneggiare gli accordi di riunificazione. Oggi il presidente di Cipro, Demetris Christofias e il leader dei turco-ciprioti, Dervis Eroglu, hanno aperto un nuovo vertice per la riunificazione del Paese.