03/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



All'esterno scritte anti-arabe. Una rappresaglia per il colono morto dieci giorni fa in un incidente d'auto

Una moschea del villaggio di Tuba-Zangaria, a nord del lago di Tiberiade, in Galilea, è stata incendiata stamani all'alba. Secondo fonti locali l'edificio ha subito ingenti danni materiali, ma nessuno è rimasto ferito nel rogo. Gli abitanti accorsi sul luogo hanno trovato tracciati sulle pareti slogan nazionalistici ebraici fra cui: 'Il prezzo da pagare è 'Palmer', riferimento al rabbino Asher Palmer, un colono morto dieci giorni fa con il figlio piccolo nel ribaltamento della loro automobile a Hebron (Cisgiordania) dopo che - secondo la polizia - il parabrezza era stato sfondato da una pietra scagliata da un automezzo palestinese. Tutti gli edifici pubblici di Tuba-Zangaria sono stati chiusi in segno di protesta. Gruppi di giovani hanno anche bloccato alcune strade con pneumatici in fiamme. Messaggi di esecrazione sono subito giunti dal Movimento islamico in Israele secondo cui l'attacco alla moschea "rientra nel contesto di un crescente razzismo anti-arabo nella popolazione ebraica". L'episodio è stato subito condannato dal premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo cui si tratta di un "crimine sconvolgente". L'attacco alla moschea, afferma Netanyahu in un comunicato, "contrasta con i valori dello Stato di Israele: la libertà religiosa e la libertà di culto sono per noi valori supremi". Netanyahu ha ordinato allo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, di cercare di catturare al più presto i responsabili dell'attacco. Episodio analogo si era verificato esattamente un mese fa a Nablus.