03/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo due settimane di trattative, i negoziati naufragano senza nessun risultato raggiunto. Al Qaeda, intanto, smentisce la morte di al Awlaki

Nulla di fatto per la pace in Yemen. Dopo due settimane di trattative, l'inviato delle Nazioni Unite Jamal bin Amr ha fallito nel tentativo di ricucire un insanabile strappo tra il governo di San'a e il popolo yemenita.

"La pazienza degli yemeniti è limitata - ha detto- e la responsabilità delle menzogne è della leadership yemenita, che deve portare lo Yemen verso una transizione pacifica dei poteri".

L'emissario delle Nazioni Unite ha promesso, nel documento rilasciato ai funzionari del presidente Saleh, che tornerà presto in Yemen, ma chi finora non si è raggiunto nessun accordo di massima. Intanto per le strade della capitale le manifestazioni non si fermano: oggi un corteo di migliaia di persone ha sfilato per chiedere le dimissioni del presidente, seguito a via dai militari. Gli ultimi scontri risalgono a due giorni fa, sabato primo ottobre, quando una ventina di militari sono rimasti uccisi dal fuoco amico durante un raid.

L'Aqap, il ramo yemenita saudita di al Qaeda, ha poi smentito la morte di Anwar al-Awlaki, l'imam fondamentalista di passaporto statunitense e yemenita. Lo ha fatto tramite le pagine dello Yemen Post, secondo cui a Jawf non ci sarebbero i resti dell'uomo.

Parole chiave: san'a, saleh, al awlaki, al qaeda
Categoria: Guerra, Pace
Luogo: Yemen