Continua l'offensiva del governo di Recep Tayyip Erdogan contro i ribelli curdi. Stamattina in una maxi operazione nelle province attorno di Diyarbakir e Gaziantep sono state arrestate 120 persone, sospettate di far parte dell'Unione delle comunità curde (Kck), in cui si trovano anche militanti del Pkk, il Partito dei lavoratori curdi. Il numero degli arrestati potrebbe aumentare nel corso ella giornata.
Intanto non si fermano gli attacchi dei gruppi curdi, gli ultimi ad Ankara e Antalya. Il premier Erdogan ha annunciato che se sarà necessario è disposto ad aprire un tavolo di dialogo con le forze indipendentiste. Il primo ministro ha pero smentito le voci su un protocollo d'intesa già siglato con le forze del Pkk: "Non c'è accordo fra lo Stato e la comunità di Imrali (dove si trova il leader curdo Abdullah Ocalan, ndr)".
A sud est del Paese, invece, sono state rilasciate quattro insegnanti sequestrate lo scorso 26 e 27 settembre da sospettati del Pkk. Altre otto docenti sono ancora ostaggio dei sequestratori. A fine settembre le associazioni degli insegnati erano scese in piazza per chiedere il rilascio dei prigionieri e la fine dei rapimenti.