"Israele è il più grande nemico di se stesso?". Se lo chiede Nicholas Kristof, uno dei più influenti editorialisti del New York times. Secondo l'editorialista l'unico effetto del braccio di ferro alle Nazioni Unite tra Benjamin Netanyahu e Abu Mazen è stato "un suicidio politico": al posto della tregua, il premier di Tel Aviv ha 'offerto' nuovi insediamenti coloniali nei territori del West Bank, dove sono annunciati 1.100 nuovi insediamenti al di là dei confini fissati dagli accordi di pace del 1967.
Netanyahu, prosegue Kristof, sta isolando il Paese, premendo per radicalizzare il conflitto. Solo gli Stati Uniti di Barack Obama si erano schierati a fianco dello storico alleato mediorientale, minacciando di veto la risoluzione palestinese che chiede il riconoscimento di uno Stato indipendente. Ma la politica degli insediamenti, per gli Stati Uniti, "è un dito in un occhio". Se Israele pensa di poter occupare tutta Gerusalemme a suo piacimento, "può dare un bacio d'addio a ogni processo di pace".