Gli ambientalisti tedeschi fanno appello al governo di Angela Merkel perché interrompa i finanziamenti alla miniera di lignite di Kolubara, in Serbia. La Banca tedesca Kfw, controllata dallo Stato, e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), infatti, sostengono l'impianto di estrazione del carbonfossile, nonostante sia riconosciuto dalla comunità scientifica come altamente inquinante. Il finanziamento, in totale, ammonta a più di 140 milioni di euro.
"La combustione della lignite - scrivono nel comunicato stampa le associazioni ambientaliste Urgewald e l'Alleanza tedesca per il clima - è il metodo di produzione energetica più dannoso per il clima. È già uno scandalo di per sé che una banca controllata dallo Stato come la KfW, che è legalmente vincolata a sostenere piani di protezione ambientale, investa nelle miniere di carbone serbe". I due istituti di credito tedeschi si sono giustificati sostenendo che i sussidi miglioreranno l'estrazione del carbone.
Mona Bricke, esperta di energia dell'Alleanza tedesca per il clima, ha replicato che il tentativo di "ecologizzare" la lignite "non funziona". Un metodo che per altro va in direzione opposta rispetto agli incentivi dell'Unione europea e della Germania per le energie rinnovabili.
Martedì 5 ottobre Dragan Tomic e Dragan Jovičić, i due responsabili dell'impianto minerario di Kolubara tra il 2004 e il 2009, sono stati arrestati con l'accusa di frode ai danni dello Stato. Secondo il pubblico ministero Miljko Radisavljević si sarebbero intascati 10 milioni di euro insieme ad altri 16 alti dirigenti di industrie controllate da Belgrado.