Sono più di duecento le persone morte nel terremoto che ieri sera ha colpito la Turchia. Si tratta di un bilancio doloroso ma comunque meno impressionante del migliaio di morti di cui parlavano i primi flash d'agenzia anche se purtroppo ci si aspetta che salga nelle prossime ore. Milleduecento circa i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.
Il sisma, 7.2 gradi della scala Richter, ha colpito la provincia di Van e in particolare la città di Ercis, nella Turchia orientale, poco prima delle due del pomeriggio, sbriciolando subito una ottantina di palazzi. Sono seguite altre scosse, alcune delle quali piuttosto forti, di 5.6 e 6 gradi. Nella notte se ne sono registrate altre, una in particolare ha raggiunto i 4.6 gradi. Quasi diecimila le persone che hanno passato la notte in strada, al freddo, nel timore di nuove scossi e nuovi crolli.
I servizi d'emergenza sono al lavoro alla ricerca di persone intrappolate tra le macerie: "Si sentono le urla, sono in agonia", riferiscono alcuni elementi delle squadre di soccorso citati dalla Bbc. Per l'Osservatorio di Kandili, sono circa mille i palazzi pesasntemente danneggiati. Secondo quanto riferito dall'Associated Press, i soccorritori sono sprovvisti di mezzi quali pale meccaniche e scavatori e lavorano in condizioni disperate. Fatto sorprendente, perché purtroppo la Turchia è stata più volte colpita da sismi disastrosi. Nel 1999, due terremoti in successione provocarono oltre ventimila vittime.