Il 6 ottobre è stato pubblicato on line un video di un uomo che indossa la rinomata maschera utilizzata dal gruppo degli "Anonymous", gli hacker che ultimamente e sempre più, si stanno distinguendo per le loro battaglie portate avanti contro la corruzione dei governi.
Nel video viene lanciato un attacco ai narcotrafficanti, diretto al cartello della droga "Los Zetas", ritenuti i responsabili del rapimento di uno dei membri del gruppo, avvenuto a Veracruz durante una delle "Operazioni Paperstorm". Durante le riprese la voce dell'uomo mascherato minaccia di divulgare i nomi di politici, poliziotti, giornalisti, ecc., che avrebbero intrecciato rapporti con il cartello messicano.
Diretta la smentita degli Anonymous, che in una intervista rilasciata al quotidiano "Milenio", spiegano come l'azione non sia legata al loro gruppo. L'operazione denominata "OpCartel" comporta seri rischi - spiega l'intervistato - soprattutto per quei membri affiliati che non hanno alcuna copertura di protezione e non sanno come nascondere le loro identità.
Noi degli Anonymous - prosegue - non abbiamo mai pensato di attivarci in una battaglia come questa, anche se dopo le adesioni ed i riscontri positivi al video, abbiamo deciso di prendere proveddimenti.
Ma in questo momento la principale preoccupazione degli hacker è un'altra, quella di controllare gli animi delle persone che hanno risposto positivamente di fronte all'iniziativa. Di fatti non sono una novità i metodi sbrigativi utilizzati dai cartelli della droga per imporre la loro presenza e le loro regole nella zona. Non stupisce quindi lo stato di allarme mostrato dagli Anonymous di creare una carneficina a scapito dei tanti entusiasti.
Rimangono comunque molti gli interrogativi, primo dei quali è capire chi si nasconde davvero dietro la maschera di questo "V per Vendetta". In fondo chiunque si può improvvisare Anonymous, sia come singolo che come gruppo, proponendo la propria causa. Non stupirebbe neanche scoprire che dietro questa iniziativa ci sia il nome di qualche cartello di narcotrafficanti che cerca di accendere i riflettori su bande di rivali.
Qualsiasi sia la risposta a questo mistero, restà un'unica realtà, ed è quella della violenza spietata applicata dai cartelli di droga messicani.