Le forze armate britanniche si preparano a sostenere un attacco degli Stati Uniti contro il territorio dell'Iran, per colpire le infrastrutture che la Repubblica islamica starebbe utilizzando per realizzare l'atomica a Qom, città santa in un'area montana a 700 chilometri a sud della capitale.
La finestra per un intervento, ha confidato una fonte militare britannica al Guardian, "è di dodici mesi" ma "Obama dovrà prendere una decisione nei prossimi mesi perché non vuole ordinare una cosa del genere appena prima delle elezioni negli Stati Uniti".
Così, l'esercito di Sua Maestà, continua il Guardian, ha cominciato a preparare i piani per un dispiegamento di navi e sottomarini caricato con missili Tomahawk, che dovranno far la loro parte in un attacco per la maggior parte condotto dal cielo, con raid aerei. Un'invasione di terra non è programmata, ma "un piccolo numero di unità delle forze speciali", ha confidato al quotidiano britannico un'altra fonte militare, potrebbe essere necessario sul terreno.
L'attesa delle cancellerie occidentali, che in pubblico insistono per il negoziato con l'Iran, è per l'8 novembre, quando arriverà il rapporto sull'arricchimento dell'uranio stilato dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ma già di recente gli analisti e gli esperti militari americani e britannici hanno potuto constatare la "sorprendente resistenza" dell'Iran di fronte alla sanzioni.
La Repubblica islamica, che nelle scorse settimane si è mostrata "di nuovo aggressiva e senza una ragione apparente", riuscendo a organizzare una serie di omicidi all'estero, avrebbe pienamente recuperato il danno inferto alle proprie infrastrutture dal cyber-attacco innescato lo scorso anno da Israele e Stati Uniti utilizzando con successo il virus Stuxnet per mettere fuori uso almeno metà delle centrifughe. Le più efficienti di queste sono state trasferite in una base tra le montagne attorno a Qom, e da qui al prossimo novembre gli iraniani potrebbero riuscire a nascondere del tutto "materiali e altro potenziale" bellico.