È stato siglato appena un giorno fa ma è già in bilico l'accordo tra Lega Araba e la famiglia al Assad per far cessare le violenze in Siria. Il documento, accolto "senza riserve" da Bashar al Assad, prevedeva la "fine immediata delle violenze" e il "ritiro dei carri" armati dalle strade per "rivolgere un messaggio rassicurante alla piazza siriana", prima dell'avvio di un "dialogo nazionale" con l'opposizione. Ieri, però, l'esercito siriano ha ucciso 19 persone in tutto il Paese, mentre altri tre attivisti sono morti oggi a Homs, nei quartieri di Inshaat e Bab Amr.
Secondo un esponente del Comitato di coordinamento delle forze di cambiamento democratico, il partito d'opposizione siriana, la road map è messa in discussione dalla "mancanza di serietà" di Damasco nell'applicarne i contenuti. L'accordo, inoltre, "presenta due problemi essenziali", a detta dell'anonimo capo del partito intervistato da Adn Kronos: "Il primo riguarda i meccanismi della sua applicazione, gli strumenti per monitorarla e la serietà della leadership siriana nel mantenere le sue promesse". L'altro, ha concluso, riguarda "i meccanismi di applicazione dell'iniziativa": "Lo stop alle violenze delle autorità e il ritiro dell'esercito dalle città porterà a manifestazioni di massa. A quel punto - ha detto - bisogna vedere se il governo manterrà l'impegno di non usare violenza contro il popolo".