Domenica 6 novembre si è svolta la seconda tornata elettorale in Guatemala. La popolazione aveva molta poco scelta, dato che i contendenti erano un Generale in pensione e un personaggio oscuro con serie voci che lo dipingono al margine della legalità.
Manuel Baldizón è un uomo giovane, orginario del dipartimento di El Petén, ed è arrivato in politica di rencente. Le accuse a suo carico si sprecano: ha rubato la maggior parte del lago dei fiori, ha creato una serie di fondazioni fantasma per rubare centinaia di millioni di quetzales, è un megalomane che si autodefinisce leader, e in più come candidato alla presidenza è stato capace di fare le promesse più assurde, come per esempio riuscire a portare la Nazionale di calcio per la prima volta nella storia ai Mondiali che si svolgeranno in Brasile. La cosa sorprendente è che con le sue offerte surreali molta gente lo ha votato, permettendogli di partecipare al ballottaggio arrivando secondo. E in questa tornata si sono alleati con lui quasi tutti i partiti politici del panorama guatemalteco, fra i quali molte legati alla destra senza scrupoli, alla corruzione, ai militari, uno in cui militano ex guerriglieri e infine il neo partito della pace.
Dall'altro lato, il candidato militare ha al suo fianco una squadra che vanta una serie di personaggi oscuri perché legati a episodi di corruzione, sindaci di molti dipartimenti e sono questi quelli che sicuramente faranno di tutto per togliere ogni minima trasparenza a questo governo. Si tratta di personaggi che sono stati in molti partiti di successo, ma che ogni volta che il partito di turno si avviava al declino migravano inmediatamente in un altro. Il turno è ora quello del partito vincitore del momento.
Da parte sua, comunque, Otto Pérez Molina è colui che incarnerà il ritorno di pratiche del passato, dato che è un Generale che ha partecipato in campagne militari dove hanno perso la vita decine di migliaia di civili. Anche se l'attaccaento alla pace è irreversibile e non gli sarà possibile tornare a commettere i medesimi abusi che commetteva con l'esercito. Il fatto è che ha vinto le elezioni. E il voto a suo favore è più un voto contro Alvaro Colom, il cui governo è stato catalogato come uno dei più corrotti della storia recente del paese e la popolazione è stanca. Il trionfo di Pérez si debe dunque all'appoggio avuto nell'area centrale del paese, mentre le zone rurali hanno votato per Baldizón. Adesso si teme che come prima cosa il nuovo presidente vada a sospendere l'attuale procuratore, impegnato in varie azioni legali contro vari militari, o vada a interferire nel principio dell'indipendenza dei poteri per evitare che qualcuno dei suoi ex colleghi dell'esercito continuino a essere processati per diversi abusi e crimini.
Eppure Pérez avrebbe l'occasione per passare alla storia come un presidente differente, non preoccupato a favorire gli abusi, ma al contrario promotore della giustizia, della sicurezza e dell'investimento sociale. La sua prima tappa potrebbe essere indagare i funzionari dell'attuale governo per stabilire se abbiano o meno commesso abusi e atti di corruzione e, in quel caso, trovare le prove e rinviarli a giudizio affinché paghino con la prigione. Ma se non agirà subito, se permetterà che anche i suoi funzionari abusino, allora passerà alla storia come un presidente dalle caratteristiche simili ai quelle dei suoi predecessori.
Qualsiasi strada prenderà, una cosa è certa: a partire dal 14 gennaio prossimo, dobbiamo stare attenti a quel che accadrà in questo paese.
Testo raccolto e tradotto da Stella Spinelli