"Il Berlusconismo all'inizio aveva illuso alcune aree di elettorato omosessuale perché Berlusconi si presentava come liberale. Nel 1994 quando scese in campo c'erano nella sua squadra molte persone che in effetti facevano ragionamenti di tipo liberale e anche sui nostri temi, c'era una certa tendenza possibilista. Poi le cose sono peggiorate quando il Premier riprende le redini nel governo nel 2001. In quel periodo il patto con la Chiesa Cattolica diventa più stretto e diciamo che dentro il Pdl vincono le forze più vicine alle gerarchie e quindi distanti da quelle liberali" dice Mancuso.
"Io non credo che Berlusconi sia omofobo ma abbia utilizzato la questione omosessuale funzionalmente per distrarre l'opinione pubblica da quelli che erano i suoi guai giudiziari e dai suoi processi. Un esempio chiaro: quando Berlusconi disse "Meglio andare con le ragazze che essere gay" erano battute assolutamente studiate per incentrare l'attenzione su altro. Quindi Berlusconi, ma solo per alcuni, in una prima fase è stato una illusione, poi con il tempo la delusione è stata molto forte. Anche le aree impegnate dei gay di destra col tempo si sono distaccate prima dalla Lega poi dal Pdl, perché il progetto liberale è andato a quel paese. Non dimentichiamo che per ben due volte non è stata approvata una legge contro l'omofobia, fra l'altro con argomentazioni che nel resto d'Europa vengono considerate più vicine ai regimi dittatoriali che dell'Europa dei diritti del trattato di Lisbona. Quindi ripeto: Berlusconi è stato una illusione all'inizio ma poi di fatto negli ultimi quindici anni la condizione omosessuale in Italia è peggiorata. E in questi quindici anni abbiamo perso molto, molto tempo. E questo anche alla staticità dei governi di centrosinistra che si sono susseguiti. Insomma, oggi ci troviamo ancora in una condizione dove al posto di discutere di unioni civili stiamo parlando di omofobia, proprio perché il Berlusconismo ha imposto un modello culturale arretrato" aggiunge Mancuso.
"Però bisogna essere sinceri fino in fondo e dire che poche rappresentanti del Pdl si sono distinti e hanno tentato di aprire un discorso. Per noi la sorpresa più grossa è stata Mara Carfagna, che era lontanissima dalle nostre posizioni e anche un po' omofoba e non capiva nulla della questione omosessuale. Col tempo invece si è avvicinata molto a noi ed è diventata molto attenta alla nostra questione. Spero lo farà anche in futuro" conclude Mancuso.
Alessandro Grandi