17/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Siglato l'accordo con gli Usa

Razzi e critiche sulla Loya Jirga, la Grande Assemblea che deve consigliare il presidente Hamid Karzai su un Accordo strategico con gli Usa. Ad attaccare, i talebani, mentre le critiche arrivano da analisti e diversi settori politici, che giudicano sbagliata la scelta del Capo dello Stato di affidare un esame di una questione così delicata ad una eterogenea assemblea di 2.000 delegati, per lo più anziani tribali.

Dopo la giornata di apertura trascorsa senza attacchi, oggi a Kabul sono stati lanciati due razzi. L'attacco è stato rivendicato dal movimento Hezb-i-Islami di Gulbuddin Hekmatyar, un movimento doppiogiochista che ha uomini nelle seconde file del governo di Karzai, ma che continua a partecipare agli attacchi contro le forze di sicurezza afgane e la Coalizione internazionale. Il ministero dell'Interno ha confermato che almeno una persona è rimasta ferita. Arrestato un presunto responsabile dell'operazione, mentre cercava di allontanarsi dalla zona.

Le condizioni poste da Karzai per arrivare ad un accordo con Washington - fine dei raid notturni, stop alle perquisizioni domiciliari e agli arresti di afghani da parte del personale militare americano - sembrano aver avuto una buona accoglienza da parte di parte dei delegati della Jirga, che sollecitano il governo, nel caso di una firma, a ottenere adeguati corrispettivi finanziari. La routine della seconda giornata di lavori è stata intanto rotta da curiose tensioni che gli organizzatori hanno dovuto dirimere, perchè nella divisione dei partecipanti in 40 commissioni, nessuno ha voluto accettare di entrare in quella contraddistinta dal n.39, considerato 'maledetto' in Afghanistan. Dopo una lunga trattativa si è deciso di sopprimere quel numero e di varare invece una 'commissione n.41'. Fuori dell'Assemblea, intanto, sono state molte le critiche alla strategia presidenziale riguardo all'Accordo con gli Usa. Un gran numero di parlamentari si sono rifiutati di prendervi parte ed uno di essi, Aref Rahmani, leader della Coalizione per la vigenza della legge, ha detto all'Ansa
che "lo svolgimento di una simile grande riunione, comunque la si voglia chiamare, è insensata". "Esperti di sicurezza, politici, economisti e studiosi di varie discipline - ha sottolineato - avrebbero dovuto essere chiamati a discutere, non gli anziani afghani. E casomai il presidente afghano avrebbe dovuto fare riferimento ad un referendum, più che ad una jirga". Inoltre, quando ancora la costituzione delle basi americane, arrivano gli altolà di potenze della regione. Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha sostenuto oggi che "per ora non è chiaro come il ritiro delle truppe previsto nel 2014 e i piani di aprire basi militari Usa in Afghanistan siano compatatibili".
Alla fine dei conti, però, il "patto di cooperazione strategica" tra Afghanistan e Stati Uniti,è stato approvato e riguarda i dieci anni successivi al 2014, ovvero dall'anno di conclusione del processo di transizione. Lo ha confermato Safia Siddiqi, portavoce della Loya Jirga. "Sulla base dei documenti a disposizione, durerà fino al 2024", ha detto la Siddiqi, citata dall'agenzia di stampa Dpa. L'accordo serve a disciplinare i rapporti tra Stati Uniti e Afghanistan dopo il 2014 e di fatto la natura dell'impegno statunitense nel Paese.

Parole chiave: loya jirga, talebani
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan