24/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Per l'Ue si tratta di un verdetto politico

Il tribunale di Minsk ha pronunciato oggi la condanna a quattro anni e mezzo di carcere per evasione fiscale e la confisca dei beni per lo storico leader del Centro di difesa per i diritti umani Viasna (Primavera), Ales Bialiatski.

Il Centro è sempre stato un oppositore del presidente bielorusso Alexander Lukashenko: per questo motivo, l'Ue ritiene che la sentenza di oggi sia "politica" e chiede il rilascio immediato di Bialiatski, che ricopre anche la carica di vice-presidente della Federazione Internazionale dei Diritti Umani.

Misk, dopo l'elezione, duramente contestata dall'ONU e dall'Unione Europea, nel 2010 di Lukashenko, al potere da 17 anni, ha moltiplicato arresti e condanne di oppositori al governo, rendendo molto tesi i rapporti con la maggioranza dei paesi occidentali.

Bialiatski era stato arrestato lo scorso agosto per alcuni conti correnti bancari in Lituania e in Polonia ritenuti dall'accusa conti privati, mentre l'imputato ha dichiarato trattarsi di denaro pagato da ong internazionali per sostenere le attività di Viasna in difesa dei diritti umani. All'udienza hanno presenziato diplomatici europei e americani. L'avvocato di Bialiatski ha annunciato il ricorso in appello.