Stamane un attentato ha colpito un gasdotto egiziano che rifornisce il territorio di Israele, a sole 48 ore di distanza dal precedente. Si tratta del nono attentato dal gennaio 2011. Il fatto ha avuto luogo a 20 chimetri a ovest di al-Arish, nella penisola del Sinai.
Secondo quanto riferito dall'edizione on-line del quotidiano al-Quds al-Arabì, un gruppo di ignoti col volto coperto avrebbero fatto detonare l'ordigno contro il gasdotto e si sarebbero allontanati in auto, lasciandosi dietro dense colonne di fumo, con una dinamica identica a quella degli altri attentati.
In seguito agli episodi precedenti, il governo provvisorio egiziano aveva annunciato che avrebbe aumentato le misure di sicurezza e sorveglianza lungo l'oleodotto, ma evidentemente le misure prese non sono state sufficienti. L'accordo per la fornitura del gas a Israele era stato siglato nel 2008 dal presidente Hosni Mubarak ma, dopo la sua desposizione, molti gruppi hanno chiesto, senza ottenere risultati, che gli accordi fossero riveduti in quanto ritenuti troppo favorevoli per Israele.