A Bruxelles i ministri degli Esteri dell'Unione europea si sono riuniti e hanno esteso il congelamento dei beni e dei fondi e il divieto d'ingresso a 180 tra compagnie e persone iraniane. Il vertice non ha inoltre escluso che si possano nel prossimo futuro applicare sanzioni al settore finanziario ed energetico iraniano.
In mattinata il responsabile della diplomazia britannica William Hague aveva auspicato che i colleghi si decidessero per un inasprimento delle misure economiche contro il regime di Teheran. Hague ha anche ringraziato i partner europei per "il forte sostegno e per la solidarietà" ricevuti dopo l'assalto di martedì all'ambasciata del Regno Unito a Teheran.
In mattinata, alla Farnesina è stato convocato l'incaricato d'affari iraniano a Roma, Mehdi Akouchekian, a cui e' stata manifestata la condanna, da parte del governo italiano, del "gravissimo e assolutamente intollerabile" attacco di martedì. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha nel pomeriggio richiamato per consultazioni l'ambasciatore a Teheran, Alberto Bradanini.
Intanto Teheran ha già rilasciato gli undici manifestanti arrestati per l'irruzione nel palazzo della diplomazia britannica, e il presidente del Parlamento dell'Iran si è espresso polemicamente contro Lontra, con affermazioni che certo non contribuiscono ad allentare la tensione: "Quanto ancora dovremo sopportare la presenza dei britannici in Iran, dove interferiscono negli affari attinenti gli interessi nazionali, e commettono atti di tradimento contro il nostro popolo?".
Rivelazioni che, se dovessero essere confermate, avrebbero sicuramente un importante riflesso nella politica internazionale sono quelle emerse ieri da un articolo del Times: la testata britannica ha riportato la testimonianza di una fonte dell'intelligence israeliana, secondo cui l'esplosione avvenuta lunedì a Isfahan, città dell'Iran centrale, sarebbe avvenuta in un impianto per l'arricchimento dell'uranio e potrebbe quindi trattarsi di un atto di sabotaggio dei servizi segreti occidentali. A provarlo vi sarebbero delle immagini satellitari che documentano i danni. Insospettisce il comportamento delle autorità iraniane, che lunedì hanno inizialmente smentito la deflagrazione e poi hanno fornito informazioni contrastanti parlando, prima, di una stazione petrolifera, quindi di un'esplosione durante un'esercitazione militare. L'articolo del Times propone l'ipotesi che l'esplosione sia da leggere all'interno della guerra che gli 007 occidentali stanno conducendo per ostacolare i progetti nucleari dell'Iran.