13/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il ministro Severino poche ore prima aveva detto: “Il suicidio di un detenuto è un fallimento per la società”

Nella notte un detenuto algerino di 25 anni, Feres Chabachb, si è tolto la vita impiccandosi nella propria cella del carcere Buoncammino di Cagliari. A nulla è valso l'intervento della Polizia penitenziaria e del medico. Ha dato la notizia il segretario generale della Uil Penitenziari Eugenio Sarno.

Si tratta della seconda vittima in pochi giorni. Poco più di una settimana fa si era suicidata nella stessa struttura una donna, Monia Bellafiore, detenuta con l'accusa dell'omicidio la madre.

Proprio il tragico evento aveva convinto il ministro della Giustizia, Paola Severino, a pianificare l'incontro di ieri nel carcere cagliaritano, durante il quale ha sottolineato che "il suicidio di un detenuto rappresenta un fallimento per tutta la società, per la famiglia, per la scuola, per il carcere e le istituzioni".

Il segretario della Uil Penitenziari denuncia le condizioni inadeguate e il sovraffollamento di Buoncammino, dove "sono presenti 540 detenuti, a fronte di una capienza di 324". E continua: "ad aggravare la situazione lo stato di degrado della struttura e la carenza organica del personale di Polizia Penitenziaria che ha 54 unità in meno rispetto alla tabella decretata".

Parole chiave: carcere cagliari detenuto suicidio
Categoria: Diritti
Luogo: Italia