Tokyo ha espresso la sua preoccupazione per le conseguenze che potrebbero avere sull'economia mondiale le sanzioni varate dal Congresso degli Stati Uniti nei confronti di Teheran. "Siamo consapevoli dell'impatto generato dalle decisioni del Congresso americano in materia di sanzioni contro l'Iran", ha detto ai giornalisti Osamu Fujimura, capo di gabinetto giapponese, riferendosi ai danni che potrebbero subire le nazioni che dipendono dall'Iran per l'importazione del greggio.
Le sanzioni, decise da Washington in risposta al rischio di uso militare del programma nucleare di Teheran, mirano a tagliare fuori la Banca centrale iraniana dal mercato finanziario mondiale, in particolare impedendo di vendere e comperare petrolio.
Il Giappone ha sempre mantenuto rapporti cordiali con l'Iran, Paese da cui importa il 10 percento del suo fabbisogno di greggio.
Intanto Teheran ha smentito le voci della possibile chiusura dello stretto di Hormuz come ritorsione contro le misure Usa. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha sempre detto che la questione della chiusura dello stretto di Hormuz non è in agenda, perché è necessario assicurare pace e stabilità nella regione", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehanparast.
Il 12 dicembre scorso, un parlamentare aveva annunciato una esercitazione navale per preparare la chiusura dello stretto, passaggio angusto tra Oman e Iran, da cui transita un terzo dell'export mondiale di petrolio.