I membri del consiglio provinciale di Paktia, provincia orientale dell'Afghanistan al confine con il Pakistan, hanno deciso domenica di chiudere i propri uffici per protestare contro il raid Nato che ha colpito l'abitazione di un funzionario antidroga.
L'attacco dei velivoli appartenenti alle forze Nato e a quelle afgane alla casa di Hafizullah Ahmadzai, capo del Dipartimento antidroga del Paktia, ha ucciso una donna e ne ha ferite altre quattro. Ahmadzai era stato arrestato a Gardez, capoluogo della regione, con due figli.
"Non riapriremo gli uffici finché i responsabili del raid non saranno consegnati alle autorità afgane" ha detto il presidente del consiglio provinciale, Shaista Jan Ahadi, in una conferenza stampa. "Ora chiediamo che le nostre richieste siano soddisfatte". Il consiglio richiede che le truppe straniere chiariscano se l'ufficiale antidroga ha legami con i talebani e allora perché fu liberato. Anche il Governo locale ha condannato l'attacco, poiché le truppe Nato non si sono coordinate con le autorità locali: l'azione "non è tollerabile in nessun modo", ha dichiarato il portavoce del governo.