
La conferma arriva dall’Ecuador, nazione che sembra avere poco a che fare con
la guerra in atto nel Paese mediorientale, ma che in effetti è un ottimo fornitore
di questo genere di ‘manodopera’. Nel paese, infatti, operano agenzie che assumono
ex poliziotti e soldati (non solo ecuadoriani) da mandare in Iraq per fare la
guardia ai pozzi di petrolio.
Come la Epi Security and Investigation, società già conosciuta dalle forze dell’ordine
dell’Ecuador per aver mandato in Iraq nel 2005 contractors colombiani (addestrati
secondo il programma Plan Colombia) sottopagati rispetto ai colleghi provenienti
da Stati Uniti e Europa. Se un contractor europeo, per andare in Iraq, guadagna
cifre che si aggirano intorno ai 10 mila dollari mensili, uno latinoamericano
costa invece dai 2500 ai 5000 dollari.
L’agenzia, della quale le associazioni per i diritti umani ecuadoriane hanno
chiesto la chiusura, ha i suoi uffici a Manta, località famosa per la presenza
di una base militare statunitense, operativa dalla fine degli anni Novanta, nella
lotta contro il traffico di stupefacenti.
Nel 2005, il ministro Mauricio Gandara rilasciò dichiarazioni molto pesanti nei
confronti di Jeffrey Shippy (che si trovava in Iraq), responsabile della Epi.
Secondo Gandara era “immorale e soprattutto illegale che esistesse una compagnia
con il compito di contattare persone da addestrare e inviare in Iraq come mercenari”.
Attualmente la cancelleria dell’Ecuador ha espresso il suo ‘categorico rifiuto’
all’utilizzo del territorio nazionale da parte delle agenzie che operano nel settore
del reclutamento dei mercenari.
Onu.
Anche l’Onu ha inviato, grazie alla risoluzione 2005/2, una propria
delegazione (composta da esperti di Colombia, Spagna, Libia e Russia)
in Ecuador per verificare la veridicità delle denuncie di reclutamento
illegale di ecuadoriani, e più in generale di latinoamericani,
arrivate dalle diverse organizzazioni che combattono in difesa della
tutela dei diritti umani.
D’accordo con l’operazione investigativa della delegazione Onu anche il ministero
degli Esteri di Quito, secondo il quale “la commissione deve raccogliere tutta
la documentazione possibile sull’assunzione di mercenari che si sarebbero resi
responsabili di violazioni di diritti umani, impedendo così l’esercizio del diritto
dei popoli all’autodeterminazione”.
I risultati ottenuti delle ispezioni dei rappresentanti dell’Organizzazione delle
Nazioni Unite, impegnati nei programmi di controllo della ‘Convenzione Internazionale
contro il reclutamento, l’utilizzo il finanziamento e l’addestramento di soldati
privati a pagamento’, saranno esposti sia all’Onu che all’esecutivo ecuadoriano.
Benché non esistano riscontri specifici delle nazionalità dei mercenari latinoamericani
presenti in Iraq, uno studio del Brooking Institute ha rilevato che vi sarebbe
la presenza di persone provenienti da Colombia Cile, Salvador, Nicaragua e Guatemala.