30/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esecuzione di Saddam Hussein è un passo indietro sulla strada della democrazia
Che cosa ci sta succedendo? Da quando le televisioni di tutto il mondo hanno mandato in onda l'impiccagione di Saddam Hussein, quelle immagini non ci hanno lasciato un momento. Sono il monumento alla barbarie.
 
saddam hussein poco prima dell'esecuzioneMi aspettavo di vedere il boia in una pubblica piazza e invece: in cinque con i passamontagna e i giubbotti antiproiettile dentro il bunker all'interno di uno dei centri utilizzati dal deposto regime per torturare i dissidenti. Il sesto boia oscurato perchè con il viso scoperto. "L'odiato" Saddam, impaurito sembrava il più umano di tutti. Ha rifiutato il cappuccio nero e le ultime parole sono state quelle di un leader. Rivolgendosi al popolo iracheno ha detto loro di "restare uniti", e ha denunciato la "coalizione iraniana": "Spero che siate uniti e vi esorto a non credere a un'alleanza con l'Iran, perchè gli iraniani sono pericolosi. Io non ho paura di nessuno".
 
Saranno contenti ora gli americani! Si sono vendicati. Ma di cosa? Non certo dell'11 settembre. L'ex dittatore sunnita non aveva nulla a che fare con Osama bin Laden. La tanto invocata democratizzazione del Medio Oriente è ostaggio del bagno di sangue provocato dalla guerra americana in Iraq e in Afghanistan. La morte di Saddam rischia solo di far aumentare la tensione in tutta l'area. Egli può divenire una figura di martire: può essere la miccia per ulteriori tragedie. Questo 2006 non poteva finire peggio. Con un ex dittatore impiccato perchè nemico degli Stati Uniti d'America e un altro, Augusto Pinochet,  impunito perchè amico degli americani.  Anche noi non abbiamo mai amato Saddam Hussein ma siamo scandalizzati dalla sua condanna a morte e dalle decine di migliaia di morti incolpevoli di una guerra che non doveva essere combattuta. 
 
Vorremmo che la giustizia fosse uguale per tutti. Saddam aveva commesso crimini orrendi e perchè questo avrebbe dovuto subire un giusto processo. Ma vorremo vedere sul banco degli imputati di un tribunale internazionale anche George W. Bush per i  crimini di guerra. E' chiedere troppo? Il presidente degli Stati Uniti d'America  ha definito la morte di Saddam "una tappa importante" nella strada dell'Iraq verso la democrazia. No, rappresenta un passo indietro: la vittoria dei barbari. 
 
Sandro Ruotolo