18/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Raid della polizia nella sede di una televisione. I giornalisti afgani si ribellano alla censura
La prolungata detenzione del manager di Emergency Rahmatullah Hanefi, contraria al Codice Penale e alla Costituzione dell’Afghanistan*, non rappresenta un caso isolato. Questa notte il “democratico” governo Karzai ha nuovamente dato prova del suo disprezzo per la legge e per i diritti fondamentali - merita ricordare che l'Italia ha speso 50 milioni di euro per riformare il sistema legale afgano.
 
Abdul Jabbar Sabit Spedizione punitiva. Questa notte, il procuratore generale afgano Abdul Jabbar Sabit ha personalmente guidato un blitz di polizia nella redazione dell’emittente televisiva privata Tolo Tv. Cinquanta poliziotti, senza alcun mandato, hanno fatto irruzione negli uffici della televisione, picchiando giornalisti e tecnici e arrestandone diversi.
Un raid punitivo deciso in seguito alla messa in onda, ieri pomeriggio, di un servizio giornalistico che secondo il procuratore Sabit avrebbe distorto alcune dichiarazioni pubbliche da lui stesso rilasciate.
Accusa seccamente respinta dalla redazione di Tolo Tv, che sostiene di aver fedelmente riportato le parole pronunciate da Sabit, e che lo ha dimostrato mandando ripetutamente in onda ieri sera il filmato originale della conferenza stampa incriminata.
“Il provvedimento – si giustifica Sabit – è stato deciso solo dopo che Tolo Tv si è rifiutata di rettificare la notizia come io avevo chiesto”. Evviva la sincerità.
 
Amrullah SalehStampa imbavagliata. Questa mattina, una folla di giornalisti afgani si è radunata davanti al parlamento afgano per protestare contro questa azione, ritenuta assolutamente illegale e offensiva della libertà di stampa.
Libertà che, proprio in parlamento, sta per essere notevolmente ristretta da una nuova legge sulla stampa aspramente criticata dalle associazioni di categoria.
Pare che questa legge, attualmente in discussione alla Wolesi Jirga, darà statuto normativo ufficiale al regolamento ufficioso che dallo scorso giugno disciplina il lavoro dei giornalisti afgani. Parliamo del documento “riservato” che il 12 giugno 2006 – in coincidenza con l’escalation dell’offensiva militare della Nato – il direttore dei servizi segreti afgani Amrullah Saleh (quello che ha ordinato l’arresto di Rahmat e accusato Emergency di essere filo-talebana) ha inviato a tutti i giornalisti afgani. Secondo queste regole non devono essere diffuse notizie critiche nei confronti del governo afgano e delle forze militari straniere presenti nel paese.
E.P.