18/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Uccisa a Kabul la conduttrice di un programma televisivo che ha diviso l'Afghanistan
Ospedale di Emergency a KabulQuando oggi pomeriggio è arrivata all’ospedale di Emergency di Kabul, ormai senza vita, la giovane Shaima Razayee era avvolta in un lenzuolo. Non indossava più quei vestiti che probabilmente sono stati la causa della sua morte.
Normalmente Shaima, 24 anni, se ne andava in giro per Kabul vestita senza burka, all’occidentale, in jeans e t-shirt e solo con un foulard tenuto calato all’indietro sulla testa.
E così vestita andava agli studi di Tolo Tv, dove lavorava come presentatrice del più seguito e discusso programma televisivo del momento, Hop: la Mtv afgana che trasmette musica pop occidentale. E durante la trasmissione rideva e scherzava con gli altri conduttori maschi.
Per tutto questo Shaima oggi è stata uccisa da uno sconosciuto che le ha sparato alla testa. Sembra dopo aver fatto irruzione in casa sua.
 
Ragazzi afgani riuniti davanti a un televisoreConduttrice di Hop, la ‘Mtv afgana’. “Quando esco di casa so che la gente ha opinioni e sentimenti molto contrastanti nei miei confronti a causa del lavoro che faccio. Ma non mi turba perché la mia famiglia, i miei amici e molti giovani di questo Paese supportano e condividono quello che faccio”, aveva dichiarato tre mesi fa Shaima in un intervista a Radio Free Europe/Radio Liberty.
Hop va in onda ogni sera alle 19:30, dopo il telegiornale, su Tolo Tv (Alba Tv, tradotto dal farsi), emittente privata fondata nell’ottobre 2004 dall’imprenditore afgano Saad Mohseni. Il format della trasmissione, che dura un’ora, è ricalcato su quello di Mtv e dei nostrani programmi musicali televisivi: ragazzi in studio che commentano e lanciano videoclip di musica leggera. I giovani conduttori di Hop sono vestiti all’occidentale, con cappellini da baseball in testa, jeans e magliette sgargianti. I video trasmessi sono di cantanti e gruppi occidentali (Madonna, Jennifer Lopez, Ricky Martin, Back Street Boys, ecc.) o di popstar musicali iraniane, turche o indiane.
Il programma, in onda da pochi mesi, è seguitissimo dai giovani kabulini e per loro è diventato una sorta di modello di riferimento per il vestiario, il frasario e in generale lo stile dei rapporti sociali tra giovani, anche di sessi diversi. Qui il ruolo di Shaima, unica donna fra i tre giovani conduttori, è stato ovviamente centrale.
 
Il logo di Tolo TvPer molti, un programma “blasfemo”. In un Paese in cui la tradizione e la religione hanno un peso ancora fortissimo nella vita privata e pubblica della gente, non stupisce che un simile esperimento mediatico abbia suscitato asprissime critiche negli ambienti politici e religiosi più conservatori, che da mesi gridano allo scandalo e alla blasfemia.
“Questo programma corromperà la nostra società e la nostra cultura e, cosa più grave di tutte, distrarrà la nostra gente dall’Islam, finendo per distruggere il nostro paese. In questo modo il nostro popolo scimmiotterà un’altra cultura facendosi ridere dietro da tutto il mondo”. Così tuonava contro Hop, a febbraio, l’ottantenne presidente della Corte Suprema, Fazl Hadi Shinwari, portabandiera dei moralisti conservatori afgani e grande censore del costume della società afgana. Nel novembre 2004 era riuscito a convincere la Corte Suprema di Kabul a sospendere, dopo un solo mese di trasmissioni, Tolo Tv. La sua colpa era di aver mandato in onda alcuni film indiani di Bollywood, altri classici cinematografici americani e dei video musicali occidentali. Ma a gennaio, quando il bando è terminato, Tolo Tv è tornata in onda alzando il livello della sfida e inserendo nel palinsesto Hop assieme ad altri programmi di intrattenimento ispirati alla televisione occidentale.
A marzo è tornata alla carica l’Ulema Shura, il Consiglio Teologico, affermando che i programmi di Tolo Tv sono “antiislamici e antinazionali”.
 
La sede di Tolo TvDa poco trasmetteva anche fuori Kabul. Ma questo non sembra aver spaventato la dirigenza di Tolo Tv, che anzi all’inizio di maggio si è lanciata alla conquista di tutto il pubblico del Paese. Fino ad ora l’emittente trasmetteva solo a Kabul città. Due settimane fa Mohseni è riuscito ad iniziare le trasmissioni via satellite, arrivando quindi a coprire tutto il territorio nazionale, ovvero tutte le province rurali, dove la gente è ben più conservatrice che nella capitale. Anche se fuori da Kabul le televisioni non abbondano, non è da escludere che proprio questa novità abbia provocato l’assassinio di Shaima. La coincidenza dei tempi lo suggerisce. Anche se certamente, bisogna tenere conto anche del clima di tensione antioccidentale che si respira in questi giorni in Afghanistan.
 

Enrico Piovesana

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