Uccisa a Kabul la conduttrice di un programma televisivo che ha diviso l'Afghanistan

Quando oggi pomeriggio è arrivata all’ospedale di Emergency di Kabul, ormai senza
vita, la giovane Shaima Razayee era avvolta in un lenzuolo. Non indossava più
quei vestiti che probabilmente sono stati la causa della sua morte.
Normalmente Shaima, 24 anni,
se ne andava in giro per Kabul vestita senza burka, all’occidentale, in jeans
e t-shirt e solo con un foulard tenuto calato all’indietro sulla testa.
E così
vestita andava agli studi di Tolo Tv, dove lavorava come presentatrice del più
seguito e discusso programma televisivo del momento, Hop: la Mtv afgana che trasmette
musica pop occidentale. E durante la trasmissione rideva e scherzava con gli altri
conduttori maschi.
Per tutto questo Shaima oggi è stata uccisa da uno sconosciuto
che le ha sparato alla testa. Sembra dopo aver fatto irruzione in casa sua.
Conduttrice di Hop, la ‘Mtv afgana’. “Quando esco di casa so che la gente ha opinioni e sentimenti molto contrastanti
nei miei confronti a causa del lavoro che faccio. Ma non mi turba perché la mia
famiglia, i miei amici e molti giovani di questo Paese supportano e condividono
quello che faccio”, aveva dichiarato tre mesi fa Shaima in un intervista a Radio
Free Europe/Radio Liberty.
Hop va in onda ogni sera alle 19:30, dopo il telegiornale, su Tolo Tv (Alba Tv,
tradotto dal farsi), emittente privata fondata nell’ottobre 2004 dall’imprenditore
afgano Saad Mohseni. Il format della trasmissione, che dura un’ora, è ricalcato
su quello di Mtv e dei nostrani programmi musicali televisivi: ragazzi in studio
che commentano e lanciano videoclip di musica leggera. I giovani conduttori di
Hop sono vestiti all’occidentale, con cappellini da baseball in testa, jeans e
magliette sgargianti. I video trasmessi sono di cantanti e gruppi occidentali
(Madonna, Jennifer Lopez, Ricky Martin, Back Street Boys, ecc.) o di popstar musicali
iraniane, turche o indiane.
Il programma, in onda da pochi mesi, è seguitissimo dai giovani kabulini e per
loro è diventato una sorta di modello di riferimento per il vestiario, il frasario
e in generale lo stile dei rapporti sociali tra giovani, anche di sessi diversi.
Qui il ruolo di Shaima, unica donna fra i tre giovani conduttori, è stato ovviamente
centrale.
Per molti, un programma “blasfemo”. In un Paese in cui la tradizione e la religione hanno un peso ancora fortissimo
nella vita privata e pubblica della gente, non stupisce che un simile esperimento
mediatico abbia suscitato asprissime critiche negli ambienti politici e religiosi
più conservatori, che da mesi gridano allo scandalo e alla blasfemia.
“Questo programma corromperà la nostra società e la nostra cultura e, cosa più
grave di tutte, distrarrà la nostra gente dall’Islam, finendo per distruggere
il nostro paese. In questo modo il nostro popolo scimmiotterà un’altra cultura
facendosi ridere dietro da tutto il mondo”. Così tuonava contro Hop, a febbraio,
l’ottantenne presidente della Corte Suprema, Fazl Hadi Shinwari, portabandiera
dei moralisti conservatori afgani e grande censore del costume della società afgana.
Nel novembre 2004 era riuscito a convincere la Corte Suprema di Kabul a sospendere,
dopo un solo mese di trasmissioni, Tolo Tv. La sua colpa era di aver mandato in
onda alcuni film indiani di Bollywood, altri classici cinematografici americani
e dei video musicali occidentali. Ma a gennaio, quando il bando è terminato, Tolo
Tv è tornata in onda alzando il livello della sfida e inserendo nel palinsesto
Hop assieme ad altri programmi di intrattenimento ispirati alla televisione occidentale.
A marzo è tornata alla carica l’Ulema Shura, il Consiglio Teologico, affermando che i programmi di Tolo Tv sono “antiislamici
e antinazionali”.
Da poco trasmetteva anche fuori Kabul. Ma questo non sembra aver spaventato la dirigenza di Tolo Tv, che anzi all’inizio
di maggio si è lanciata alla conquista di tutto il pubblico del Paese. Fino ad
ora l’emittente trasmetteva solo a Kabul città. Due settimane fa Mohseni è riuscito
ad iniziare le trasmissioni via satellite, arrivando quindi a coprire tutto il
territorio nazionale, ovvero tutte le province rurali, dove la gente è ben più
conservatrice che nella capitale. Anche se fuori da Kabul le televisioni non abbondano,
non è da escludere che proprio questa novità abbia provocato l’assassinio di Shaima.
La coincidenza dei tempi lo suggerisce. Anche se certamente, bisogna tenere conto
anche del clima di tensione antioccidentale che si respira in questi giorni in
Afghanistan.