Messico, il gruppo guerrigliero Epr si rifà vivo dopo più di dieci anni e rivendica gli attacchi contro i gasdotti della Pemex
In Messico è emergenza: la guerriglia attacca i gasdotti dello stato di Guanajuato.
No, l'esercito zapatista di liberazione nazionale non ha messo in atto nuove forma
di protesta per l'emancipazione degli indios messicani e non è il protagonista
della vicenda.
A dare segnale di una presenza viva questa volta è l'Esercito Popolare Rivoluzionario,
un soggetto politico militare nato dalle ceneri del Partido Revolucionario Obrero Clandestino Union del Pueblo la cui prima apparizione risale al 1996 nello stato di Guerrero, nel sud del
Messico. Dopo anni di silenzio, l'Epr è ritornato agli onori delle cronache da
circa un anno in seguito alla difficile situazione sociale venutasi a creare durante
gli scioperi di Oaxaca.
I fatti. Di chiaro orientamento marxista leninista, l'Epr ha rivendicato gli attacchi
ai gasdotti messicani delle Pemex (Petroleos Mexicanos) delle ultime settimane.
Gli attentati ai gasdotti “sono parte di una campagna nazionale di offensiva
contro gli interessi dell'oligarchia e contro il governo illegittimo di Felipe
Calderon” dicono i militanti dell'Epr in un comunicato diffuso via web.
La rivendicazione non si è fermata a questo comunicato. L'Epr ha minacciato di
portare avanti la sua battaglia se non saranno liberati al più presto due cittadini
messicani dei quali è stata denunciata la scomparsa nel maggio scorso. Si tratta
di Edmundo Reyes Amaya e Raymundo Rivera Bravo.
Il governo, però, per voce di Sergio Segreste segretario della Proteccion Ciudadana di Oaxaca, ha fatto sapere che le persone in questione non sono attualmente detenute
nelle strutture carcerarie dello stato e che il l'esecutivo, comunque nonostante
le continue illazioni, non compie arresti illegali, anche se nell'ultimo anno
di avvenimenti, come quelli di Oaxaca sembra proprio essere il contrario. Il mistero,
dunque, continuerà per molto tempo ancora.
I danni. I sabotaggi alla rete di distribuzione del gas naturale hanno causato moltissimi
danni, soprattutto economici. A farne le spese due grandi aziende: Nissan e Honda
che hanno gli stabilimenti nei pressi di Queretaro, dove ci sono le installazioni
colpite dal gruppo guerrigliero. Ma a dire il vero sono oltre 100 le imprese che
hanno dovuto sospendere l'attività. Inoltre a essere colpite dalle azioni di protesta
sono state centinaia di migliaia di famiglie delle cittadine della zona che hanno
dovuto subire il taglio momentaneo della fornitura di gas.
La notizia dei sabotaggi non è nuova. E' solo uscita con qualche giorno di ritardo
perchè inizialmente non si era capito che fossero state attaccate dall'esterno.
I gasdotti in questione non sono mai stati sotto stretto controllo (si contano
centinaia di casi di furto di gas) e le perdite, considerata la scarsa manutenzione
degli impianti erano all'ordine del giorno. In pochi hanno pensato subito ad un
attacco volontario.
Che si trattasse di un attentato, però, questa volta c'erano pochi dubbi. Dense
e alte colonne di fumo conseguenza della deflagrazione di 8 cariche esplosive
si sono alzate dal sito industriale di Queretaro e sui muri che lo delimitano
sono comparse scritte incitanti l'Epr.
Reazioni. Il capo della comunicazione della presidenza messicana, Maximiliano Cortazar
ha condannato gli attacchi e ha fatto rafforzare i controlli nelle installazioni
strategiche del paese.
“Il nostro governo – si legge in un breve comunicato rilasciato dal ministero
degli Interni - rifiuta categoricamente qualsiasi atto di violenza che ha il solo
scopo di distruggere e non fornisce beneficio a nessuno. Questo tipo di condotta
criminale pretende di indebolire le istituzioni democratiche, il patrimonio del
Paese e la sicurezza delle famiglie messicane”.
Inoltre, fanno sapere dal dicastero degli Interni “sarà presa ogni iniziativa
utili per assicurare oi responsabili degli attacchi alla giustizia”.
Josè Luis Vargas, un famoso combattente legato alla guerriglia degli anni Settanta
crede che l'Epr non sia in grado di compiere in autonomia determinate azioni:
conterebbe infatti solo su una ventina di uomini armati.