31/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il giudice spagnolo Garzon si dichiara competente per il genocidio dei saharawi da parte del Marocco
''Si tratta di un fatto storico, che porterà infine alla luce il genocidio continuato e le violazioni dei diritti umani e le torture da parte del Marocco contro il popolo saharawi''. Così Brahim Gali, rappresentante del Fronte Polisario (l'organizzazione politico militare che rappresenta il popolo saharawi) in Italia, ha commentato la decisione del giudice spagnolo Baltasar Garzon di accogliere la richiesta delle associazioni per la tutela dei diritti umani e sarebbe prossimo a incriminare alti dirigenti marocchini con l'accusa di genocidio e tortura.

il giudice spagnolo garzonCrimini dal passato. Il procedimento porterebbe alla sbarra in Spagna funzionari dei servizi di sicurezza marocchini che, secondo le accuse, negli anni Settanta e Ottanta hanno deliberatamente torturato, imprigionato e massacrato saharawi. Verrebbe così accolta dal giudice spagnolo più famoso del mondo la richiesta di rinviare a giudizio i dirigenti marocchini in base alle accuse delle organizzazioni non governative che si battono per i diritti umani e delle associazioni dei famigliari dei saharawi scomparsi.
I fatti si riferiscono agli anni dopo il 1975. Il paese dei saharawi, il Sahara Occidentale, era una colonia spagnola, ma il regime di Francisco Franco agonizzava con il suo dittatore, come agonizzava il colonialismo in Africa. La Spagna si ritirò senza risolvere la questione della sovranità sul Sahara Occidentale, che per le Nazioni Unite doveva essere uno stato indipendente. Il re del Marocco, Hassan II, che avanzava rivendicazioni territoriali sulla terra dei saharawi, si decise per il colpo di mano, organizzando la cosiddetta 'marcia verde', con la quale migliaia di marocchini occuparono il Sahara Occidentale. Da quel giorno cominciò un duro conflitto tra le truppe marocchine e i miliziani del Fronte Polisario, che costrinse alla fuga migliaia di saharawi, ancora oggi nei campi profughi nel deserto in Algeria. Il Marocco ha annesso metà del paese, costruendo un muro nel deserto, minando larghe zone del paese.

dimostrazione delle famiglie dei desaparecidos saharawiPezzi da novanta. Le denunce degli attivisti si riferiscono in particolare al periodo dell'annessione e agli anni immediatamente successivi, quando i militari marocchini e le forze di sicurezza di Rabat si sono macchiate di gravi crimini. Sono almeno 542, per esempio, i casi di desaparecidos saharawi, attivisti o gente comune arrestata e scomparsa nelle segrete della polizia.
Tra gli imputati che Garzon chiederà di trascinare davanti alla Audiencia Nacional, la corte speciale di Madrid che si occupa di reati di terrorismo, traffico internazionale di droga e di violazioni di diritti umani, ci sono Dris Bsri, l'ex ministro degli Interni marocchino, Husni Ben Sliman, ex comandante in capo delle forze armate e tanti altri alti e medi dirigenti.
L'iter giudiziario della vicenda passa adesso a una fase operativa, dopo che Garzon ha dichiarato la propria competenza in materia. Il governo marocchino, interrogato con rogatoria internazionale, dovrà comunicare alle autorità spagnole se esistono già procedimenti a carico degli imputati nel loro paese, altrimenti la Spagna chiederà l'estradizione.
Già in passato però Garzon è stato protagonista di una vicenda simile, quando aveva emesso un mandato di cattura per l'ex dittatore cileno Augusto Pinochet, in quel periodo in cura a Londra.
Alla fine però, secondo i detrattori del giudice più mediatico della magistratura spagnola, l'iniziativa era priva di reali basi giuridiche e servì solo per accrescere la fama personale di Garzon. Ma questa volta potrebbe essere differente, visto che all'epoca dei fatti il Sahara Occidentale era sotto la giurisdizione spagnola.

Christian Elia

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità