29/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Baghdad annuncia un'offensiva a Mossul, assieme a Kirkuk la zona più mista e contesa dell'Iraq del futuro
Il presidente statunitense George W. Bush, nel corso dell'annuale discorso sullo stato dell'Unione, ha dichiarato che la situazione in Iraq è molto migliorata e che al-Qaeda è in difficoltà. Avrà ragione lui, ma per quanto riguarda Mossul (la terza città più grande dell'Iraq) la situazione è invece critica, al punto che l'esercito iracheno si prepara a sferrare un'offensiva senza precedenti nella zona.

Bagno di sangue. Ne ha parlato ieri il quotidiano panarabo al-Hayat, annunciando che i militari di Baghdad si preparano a combattere la battaglia decisiva contro le forze di al-Qaeda nella città settentrionale dell'Iraq, concentrando nella zona truppe e carri armati. Una settimana fa, in due attentati a Mossul,
sono rimaste uccise almeno 60 persone e, il giorno dopo, durante un sopralluogo nel quartiere dell'attentato, lo stesso capo della polizia di Mossul, Salih Mohammed Hasan, è stato ferito a morte in un agguato. In città la polizia non ha alcun potere e non riesce ad avere il controllo di Mossul.
Il bilancio della strage è stato aggravato dal fatto che l'esplosione dell'ordigno piazzato lungo la strada è avvenuta in prossimità di un deposito di armi nascosto in un palazzo abitato da civili.
Un deposito, secondo le autorità locali, dei miliziani vicini ad al-Qaeda, che però non hanno rivendicato l'attacco sul web come accade quasi sempre in questi casi.
Proprio per questo motivo, il Consiglio degli Ulema sunniti accusa i soldati Usa e i miliziani curdi di essere coinvolti e di mirare a ottenere il consenso per una vasta operazione militare in una città che sfugge al loro controllo. A conferma di quest'ultimo fattore, ieri sera, cinque marines statunitensi sono stati attirati in un'imboscata e uccisi.

Un puzzle complesso. In attesa della grande operazione militare, violenti combattimenti sarebbero già in corso nella parte orientale della città, nel quartiere di Haysuma, tra soldati governativi iracheni e i ribelli di al-Qaeda, che qui hanno la loro roccaforte. Anche oggi, un attentatore suicida a bordo di un'auto si è fatto esplodere in città ferendo10 persone.
Il primo ministro iracheno Nouri al-Maliki, dopo l'ennesimo attacco, ha confermato l'avvio di una vasta operazione di sicurezza nella città di Mossul, che avrà come obiettivo i miliziani sunniti vicini ad al-Qaeda, che secondo il governo si sono concentrati nel nord del Paese dopo le offensive condotte dall'esercito iracheno e dalle forze della Coalizione nei dintorni della capitale Baghdad.
Mossul ha vissuto, negli ultimi anni, un forte incremento demografico e la popolazione residente è arrivata a 450mila persone. L'inurbamento massiccio ha fatto, come detto, di Mossul la terza città più importante dell'Iraq dopo Baghdad e Bassora. E anche una delle più etnicamente miste. In città vivono arabi sunniti, arabi sciiti, curdi e turcomanni. Anche sotto l'aspetto religioso Mossul è un puzzle: yezidi, cristiani, cattolici, protestanti, caldei, armeni, greco-ortodossi e altre minoranze. Un po' la stessa situazione di Kirkuk, che come Mossul è contesa negli equilibri dell'Iraq del futuro. Al di là dell'ottimismo di Bush, resta molto lunga la strada da percorrere per la pace in Iraq.

Christian Elia

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