Fazel Mohammed ha due occhi azzurri che parlano da soli.
Il suo piccolo corpo è già pieno di cicatrici, ricordi di gioco e di malattie che da noi sono scomparse ormai da anni.
Una delle poche zone del suo corpo ancora intatte erano le ginocchia.
Ci ha pensato un proiettile, che lo ha rovesciato a terra mentre giocava in giardino, a lasciargli un bel segno. Ora avrà anche lì due belle cicatrici, quelle del foro di entrata e del foro di uscita di quel maledetto pezzo di metallo arrivato a velocità assurda.
E' arrivato da noi grazie a uno zio dopo tre interi giorni in cui non si è potuto muovere da casa sua, a Marjah.
Si è già messo in piedi, vuole andare a casa, è preoccupato per i suoi familiari.
Sembra un uomo, ma ha solo 10 anni.
Da noi i bambini di dieci anni fanno la quinta elementare.
E non rischiano la vita per la guerra.
Matteo Dell'Aira*
(*Infermiere capo dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Helmand)