Apparirà nel menù di sinistra, in mezzo alla home page di Wikipedia, tra l'esperanto e il catalano. Il link sarà Zionist, per sionismo. Questa la proposta di due gruppi di estrema destra in Israele, Yesha Council of settlements e Israel Sheli, in prima fila nel movimento dei coloni.
''L'idea non è certo quella di rendere Wikipedia di destra, ma di dare ai navigatori l'opportunità di conoscere tutti i punti di vista'', ha dichiarato Naftali Bennet, direttore del Yesha Council of settlements in una conferenza stampa tenuta ieri, 17 agosto 2010, a Gerusalemme. Bennet ha spiegato che il progetto, nella prima fase, coinvolge cinquanta zelanti collaboratori, ma gli ideatori contano in breve tempo di poter contare su molti più volontari.
''Perché serve? Un esempio recente. Nelle prime ore dell'assalto alla Flotilla turca, milioni di persone hanno cercato in rete delle spiegazioni. Ecco, adesso troveranno anche le nostre''. Bennet ha inoltre annunciato che verrà istituito il premio Best Zionist Editor, che sarà appannaggio di colui che meglio degli altri riuscirà a spiegare al mondo il punto di vista dei coloni. Il progetto è partito e la richiesta inoltrata agli amministratori di Wikipedia, tra i siti più visitati nel mondo di internet. Resta da capire se verrà concessa o meno l'opportunità di farlo.
Non male come progetto per un gruppo di persone che ritiene di ritrovare nelle sacre scritture di migliaia di anni fa il diritto a occupare la terra dei palestinesi. Un movimento in continua crescita e sempre più violento, visto che si oppone ai rari sgomberi con la forza e spara spesso e volentieri sui palestinesi.
Tutto inizia nel 1967, quando le truppe israeliane occupano i territori che le Nazioni Unite assegnano al futuro stato di Palestina. Integralisti religiosi si lanciano nell'occupazione di terre: dalle alture del Golan siriane fino alla Striscia di Gaza, da Gerusalemme est a tutta la Cisgiordania.
Il governo israeliano, negli anni, ha sempre tenuto un profilo basso nelle trattative internazionali, giurando e spergiurando di ostacolare il movimento dei coloni, ma poi nella pratica l'ha sempre sostenuto, in particolare durante i periodi nei quali Ariel Sharon, l'ex generale, premier e ministro d'Israele che è in coma da anni. Fu proprio lui, però, il più grande sponsor dei coloni, a scacciarli da Gaza nel 2005. Il mondo salutò quello come un grande gesto, ma oggi Gaza pur senza coloni è una grande prigione assediata. Chissà come lo racconteranno i coloni su Wikipedia.
Christian Elia