Sembra una battaglia difficile da vincere quella intrapresa dalle forze di sicurezza messicane contro gli eserciti irregolari al soldo dei cartelli della droga.
Una battaglia che da molti anni ormai va avanti fra successi e sconfitte. Migliaia i morti lasciati sul terreno da questa guerra non convenzionale. Vittime che difficilmente troveranno giustizia.
La situazione è davvero fuori controllo nonostante gli arresti delle ultime settimane. E anche se ieri gli uomini della sicurezza messicana hanno messo le mani su un temibile latitante soprannominato "Barbie", la guerra non è certo finita.
Ne abbiamo discusso con Luz Sosa, giornalista messicana de El Diario, da sempre in prima linea nel raccontare cosa accade nel nord del Paese. Premiata nel gennaio con il prestigioso premio giornalistico"Vasquez Montalban" la Sosa è una delle persone maggiormente informate sulla guerra fra narcos e esercito.
"La situazione attuale nel Paese è difficile. La popolazione è molto spaventata per la violenza imperante che attraversa la nazione" racconta da Chihuahua, Luz Sosa. " Inoltre, mi rendo conto che i cittadini abbiano perso un po' di fiducia nelle istituzioni. Ma l'argomento ‘violenza' è talmente ampio che tocca molti aspetti".
Ovvio: i narcos non si fermano. La macchina dell'illegalità continua la sua marcia senza aver paura di fermarsi, e i numeri iniziano davvero a farsi pesanti. "Abbiamo quasi un record di morti violente. Credo che dall'inizio dell'anno siano circa duemilaseicento. E non si possono nemmeno fare distinzioni fra vittime perché la percentuale di femmine e bambine, oltre agli uomini, è sempre più alta. Circa duecento donne sono state uccise in circostanze violente. E poi c'è un gran numero di minori, cioè di ragazzi con meno di diciotto anni di età. E fra questi ultimi si contano anche vittime che avevano meno di 15 anni. Un massacro e un triste primato".
Intanto, le forze dell'ordine inviate dal presidente Calderon sono ben lontane da portare a casa la vittoria sui narcos e Luz Sosa che quotidianamente segue la cronaca nera è convinta che nel corso degli anni le forze di polizia abbiano subito contraccolpi non indifferenti dagli eserciti privati dei fuorilegge. "Credo che siano quasi un centinaio i poliziotti, soprattutto appartenenti ai corpi di polizia municipale, uccisi".
Una vera e propria guerra che solo negli ultimi due anni ha avuto risalto sulle pagine dei giornali di mezzo mondo. Ma c'è una via d'uscita? Secondo Sosa al momento sembra di no. "Nel breve periodo ovviamente no. Il problema oggi si affronta solo con la forza, con l'esercito e la polizia. Non c'è una strategia da parte delle istituzioni. In primo luogo bisognerebbe studiare un metodo efficace di lotta alla corruzione, molto alta nel nostro Paese e tallone d'Achille delle istituzioni. Poi bisognerebbe trovare di comune accordo con gli Usa una soluzione immediata per risolvere il problema e non le solite cose fatte finora".