13/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Una lettera aperta al massimo organo legislativo cinese, chiede riforme. E' del primo ottobre

In una lettera aperta al comitato permanente dell'assemblea nazionale del popolo - il massimo organo legislativo cinese - 23 veterani pro-riforme del partito comunista hanno chiesto aperture verso la libertà d'espressione. Primi firmatari, l'ex segretario di Mao Zedong, Li Rui (nella foto), e l'ex direttore del Quotidiano del Popolo, Hu Jiwei.

Tra le richieste - si legge - ci sono l'abolizione delle organizzazioni di partito che controllano i media, il rispetto per i giornalisti (definiti "re senza corona"), la possibilità di fare inchiesta sul territorio, la non cancellazione dei post "scomodi" su internet, l'eliminazione di ogni tabù nel raccontare la storia del partito, la possibilità di privatizzare alcuni organi di informazione, la libera circolazione nella Cina continentale di libri e periodici prodotti a Hong Kong e Macao, la trasformazione delle funzioni degli uffici di propaganda per renderli tutori dell'accuratezza dell'informazione

Secondo i firmatari, la costituzione cinese del 1982 prevede pieni diritti d'espressione, diritti che però non sono mai stati realizzati. Si fa anche riferimento a dichiarazioni del presidente Hu Jintao e del premier Wen Jiabao.
Alcuni analisti hanno messo in relazione la denuncia al premio Nobel assegnato al dissidente Liu Xiaobo, ma la lettera reca la data del primo ottobre, una settimana prima della notifica del premio.