27/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Prime immagini del Chengdu J-20, caccia di quinta generazione. Forse è una bufala

La foto è sufficientemente indistinta per far pensare a un falso; sicuramente alimenta il mistero. Sta di fatto che la prima immagine del fantomatico Chengdu J-20 - il primo caccia invisibile, o stealth - cinese, ha fatto la sua comparsa nel week-end natalizio. Si dice che le foto siano più di una, ma dopo un'iniziale pubblicazione sui siti web cinesi, la censura li avrebbe fatti sparire.
Ci sono tutti gli ingredienti per alimentare la leggenda e, naturalmente, il timore tra gli analisti strategici statunitensi, che già paventano la fine di un dominio dell'aria durato una cinquantina d'anni.

Chi opta per il fake lo fa su una considerazione ben precisa. Anche in passato sono circolate in Rete fantascientifiche macchine da guerra cinesi, tutte con un paio di denominatori in comune: il gigantismo e il fatto che fossero immancabilmente figlie di Photoshop.
C'è anche chi sospetta una cosciente operazione di depistaggio messa in opera dalla Cina stessa: far filtrare delle immagini di qualcosa che non esige o che esiste ma è completamente diverso.
Chi invece concede un qualche credito al jet che si intravede nell'immagine sfocata, lo fa soprattutto su basi tecniche. Si scorgono infatti elementi tipici degli stealth fighter di quinta generazione: il muso estremamente aerodinamico, le ali triangolari e il piano orizzontale di coda totalmente mobile.



Di fatto, il supposto Chengdu J-20 sembra avere la parte anteriore dell'F-22 Usa e quella posteriore del T-50 russo.
Se esistesse, si tratterebbe di un grande balzo in avanti per l'aviazione militare cinese, che finora ha sempre comprato caccia russi o modificato prototipi sempre russi o israeliani.
Sicuramente gridare "al lupo" fa il gioco dell'industria bellica statunitense. Gli F-22 Raptor della Lockheed Martin sono già venduti al Pentagono al ritmo di venti all'anno (costo unitario, centoquaranta milioni di dollari) e non vengono esportati, per ora, in quanto considerati da Washington "caccia da superiorità aerea", quindi da non condividere neppure con gli amici.

Ci sono però altri aerei del tutto commerciabili, tant'è che anche il governo italiano ha pensato bene di inserire in una Finanziaria "lacrime e sangue", dove per altro venivano tagliate molte altre voci, l'acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 (costo stimato, 15 miliardi di euro). Si dice siano inutili - in quanto eccessivi - per la nostra aviazione militare, ma una presunta idea di "prestigio" induce il nostro governo a metterli nel carrello.
Cosa c'è di meglio di una bella minaccia cinese per far correre mezzo Occidente agli outlet dell'industria bellica Usa?
L'allarme ci fu anche un anno fa, quando fece la sua prima comparsa il prototipo del caccia invisibile russo Sukhoi PAK FA (meglio noto come T-50). Si scoprì poi che le caratteristiche di invisibilità erano dubbie e che comunque ci sarebbero voluti almeno tre anni per vederlo entrare in servizio (2013, secondo previsioni ottimistiche) e cinque per assistere alla sua produzione su larga scala (2015).

Se anche fosse autentico, non risulta che il Chengdu J-20 abbia mai volato. I prototipi di stealth Usa hanno invece cominciato a volare negli anni Novanta. Ci sono poi voluti quindici anni di collaudi prima che l'F-22 entrasse in servizio attivo. Secondo il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, nessun caccia invisibile cinese sarebbe in grado di volare prima del 2020, anno in cui solcheranno i cieli già oltre un migliaio di F-22 e F-35 dell'Air Force.
E' quindi presto per parlare di un gap tecnologico colmato.
Quello che preoccupa l'establishment di Washington è tuttavia la possibile accelerazione cinese, che ricorderebbe l'analogo boom economico su cui nessuno, trent'anni fa, scommetteva.
Per ora è solo un'analogia basata su pure suggestioni storiche. Al momento, non si sa neanche se il Chengdu J-20 esista.

Gabriele Battaglia

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità