Obbligo di preghiera per tutti i fedeli per contrastare la pianificazione delle nascite. E' questa l'iniziativa lanciata dalla Chiesa Cattolica filippina in risposta al progetto del Governo di approvare una legge per la pianificazione famigliare. La Conferenza Episcopale delle Filippine (Cef) ha detto che "pregare è il solo modo per evitare gli attacchi alla vita umana".
La preghiera include la frase "preghiamo per i nostri leader e parlamentari che devono deliberare in modo assiduo su questo argomento importante e urgente".
Ma per la Chiesa la strada sembra essere in salita. Secondo i risultati di un sondaggio condotto da "Pulse Asia" a novembre il 69 per cento degli intervistati sostine il progetto di legge, mentre solo il 7 per cento si schiera dal lato dei prelati che rifiutano misure anticoncezionali non naturali. Il sondaggio ha indicato inoltre grande interesse sulla questione con l'80% della popolazione che dice di seguire con attenzione gli sviluppi della proposta approdata al Congresso a metà novembre.
Il "Reproductive Health Bill" è una delle trenta proposte di legge prioritarie del governo per combattere l'indice di povertà e tra le cause di quest'ultima gli esperti citano il boom demografico. La proposta prevede "l'introduzione dell'educazione sessuale e mira ad assicurare la che la popolazione abbia accesso sicuro, legale, di qualità a sistemi sanitari, prodotti e visite mediche". Inoltre la normativa rifiuta l'aborto clinico, ma propone un programma di pianificazione famigliare che invita le coppie a non avere più di due figli.
Infatti i 94 milioni di filippini diventeranno cento milioni nei prossimi sette anni con l'attuale tasso di crescita annuo di 2,04 per cento. In media ogni filippina di età compresa tra i 15 e i 24 anni ha 3,3 figli.
La proposta era già stata presentata nel 1998, ma in quel caso era stata respinta grazie alla forte influenza della Chiesa.