E' fallito il tentativo di mediazione africana nella crisi in Costa d'Avorio. Lo ha dichiarato il Primo ministro del Kenya, Raila Odinga, inviato dell'Unione Africana per tentare di convincere Laurent Gbagbo, presidente golpista, a riconoscere la sconfitta nelle presidenziali del 28 novembre, lasciando governare il potere al vincitore, Alassane Ouattara.
"Nonostante le lunghe discussioni con il signor Laurent Gbagbo e il presidente eletto Alassane Ouattara, quello scatto che serviva (per uscire dalla crisi) non c'è stato", ha detto il premier kenyota, che ha continuato prefigurando foschi scenari: "Il tempo sta scadendo e se Gbagbo e i suoi non recepiscono il messaggio e non creano un contesto in cui possa maturare un dialogo pacifico, allora gli amici della Costa d'Avorio saranno costretti ad adottare misure più dure, rafforzare le sanzioni economiche e finanziarie e addirittura ricorrere alla forza", ha detto il rappresentante dell'Ua.
Ma Gbagbo, a quanto pare, non ci pensa affatto a creare un contesto in cui possa maturare il dialogo: le notizie di attacchi a veicoli delle Nazioni Unite che è presente con una missione di 9500 soldati - Unoci - che secondo lanci d'agenzia delle ultime ore sarebbero statio attaccati da gruppi armati fedeli al presidente golpista.