11/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



É la prima volta dall'inizio delle trattative, interrotte e riprese per 25 anni, che i guerriglieri accettano un cessate il fuoco durante i negoziati

Potrebbe essere il momento della svolta per le Filippine, dilaniate da un conflitto fra governo e ribelli comunisti che si protrae ormai da quarant'anni. Le autorità locali e i combattenti stanno infatti per dichiarare un cessate il fuoco di sette giorni: l'annuncio avverrà la prossima settimana, quando riprenderanno i negoziati tra le due fazioni.

A dare la notizia è stato il capo negoziatore del governo filippino, Alexander Padilla. Le trattative si terranno a Oslo tra il 15 e il 21 febbraio, e riguarderanno anche una serie di riforme in materia politico-economica. Già durante il mese scorso, Padilla aveva incontrato a Oslo i negoziatori del Fronte Democratico Nazionale (che riunisce il Partito Comunista e la sua ala armata, il Nuovo Esercito Popolare-Npa), così da aprire la strada ai negoziati ufficiali.

É la prima volta dall'inizio delle trattative (interrotte e riprese per 25 anni) che i ribelli accettano un cessate il fuoco durante i negoziati, e il Paese è carico di aspettative. "Il nostro obiettivo è raggiungere un accordo di pace giusto ed equilibrato - commenta Padilla - e mettere fine ad uno dei conflitti armati più duraturi in questa parte del mondo". Il capo negoziatore parla di diciotto mesi per la fine dei negoziati, e tre anni per arrivare a una dichiarazione definitiva di pace da ambo le parti.