La miccia è sempre corta in quel di Oaxaca, graziosa città dello stato che porta il suo stesso nome, e fa presto a consumersi per poi far esplodere la bomba.
Oggi come nel 2006, la tensione fra il movimento che ruota intorno al sindacato dei lavoratori del settore della scuola e le autorità cittadine e statali è molto alta. Tutto ha avuto inizio alcuni giorni fa quando in visita ufficiale nella capitale dello Stato è giunto il presidente Felipe Calderon.
Un'occasione unica per far sentire la propria voce ed esporre le proprie richieste. Il punto principale che i manifestanti volevano sottoporre al presidente riguardava il taglio delle tasse per le scuole private. Un affronto per chi negli anni passati ha messo a repentaglio la propria vita per sostenere la scuola pubblica e il diritto al lavoro.
Come nel 2006 anche questa volta la polizia ha usato la mano pesante. "Io c'ero" dice una fonte contatta da Peacereporter. "C'era davvero caos. I manifestanti in strada gridavano slogan in favore della scuola pubblica e contro la scuola privata. Qualcuno ha anche scandito slogan contro il Presidente Calderon, colpevole a loro dire di agevolare il privato rispetto al pubblico" racconta il testimone.
"Ad un certo punto però deve essere successo qualcosa di cui non mi sono accorto ma la polizia ha iniziato a caricare. C'è stato un po' di parapiglia e ho visto gente che scappava. Sono scappato anche io perchè non capivo cosa stesse accadendo. Non ne sono sicuro ma credo di aver sentito dei rumori di spari. Non so se si trattava di lacrimogeni, proiettili di gomma o spari per aria. In tutta onestà, ho pensato che sarebbe stato meglio per me e per il proseguo della mia vacanza se in quel momento avessi abbandonato l'ipotesi di vedere come andava a finire" continua nel suo racconto la nostra fonte
"Durante la serata di martedì e tutto mercoledì la popolazione aveva un solo argomento di cui discutere: la violenza della polizia che, ho saputo solo ieri, ha causato molti feriti. Mi hanno anche detto che un ferito aveva la testa spaccata. Non so come e in quali circostanze è avvenuto il tutto, però ho deciso che da questa città me ne andrò quanto prima, forse al termine della telefonata. Mi dispiace però, perché la popolazione di Oaxaca è davvero eccezionale e ospitale" conclude la sua testimonianza il ragazzo contattato a Oaxaca..
La speranza è che la violenza vista nel 2006 non si riproponga oggi. Cinque anni fa fu la richiesta di un aumento salariale da parte dei maestri, che la richiedevano in base all'aumento del costo della vita, a scatenare proteste violente che andarono avanti per giorni. Dalla precaria situazione dei maestri poi la protesta sfociò in una più ampia manifestazione quotidiana contro l'allora governatore Ulises Ruiz (Partido Revolucionario Intitucional).
Alessandro Grandi