Arriva dalla Germania l'annuncio che forse è ancora possibile ricostruire una delle due celebri statue afgane di Buddha, le divinità di pietra che troneggiavano fino a qualche anno fa nella vallata di Bamiyan. Dichiarate patrimonio dell'umanità dall'Unesco, furono realizzate circa 1500 anni fa, per poi crollare a colpi di dinamite e cannone per opera dei talebani nel 2001.
Un gruppo di scienziati tedeschi ha condotto una serie di studi sui frammenti "sopravvissuti" all'esplosione, e ha appurato che un tempo le statue erano colorate di rosso, bianco e blu. Nel corso delle medesime ricerche, gli studiosi - guidati dal professore di restauro conservativo Erwin Emmerling - hanno constatato che la statua più piccola (alta "soltanto" 40 metri) potrebbe essere ricostruita con i frammenti recuperati dopo i bombardamenti.
Sussistono alcuni impedimenti di natura tecnica e istituzionale. "Il restauro dei frammenti - hanno dichiarato gli studiosi - richiederebbe la costruzione di una piccola fabbrica nella valle di Bamiyan. L'alternativa sarebbe quella di trasportare in Germania 1400 pezzi di roccia (del peso di due tonnellate ciascuno)". L'altro problema è legato all'autorizzazione a procedere da parte delle autorità afgane, che non si sono ancora pronunciate in merito.