Secondo le comunicazioni ufficiali, il livello di radiazioni registrato al di fuori della centrale nucleare di Fukushima è migliaia di volte inferiore a quello capace di provocare danni biologici acuti: 1557,7 microSievert.
Le tabelle internazionali dicono che l'esposizione alle radiazioni provoca: temporanea riduzione dei globuli bianchi (con esposizione per tempo ridotto a 0,1-0,5 Sievert), avvelenamento (tra 1 e 2 Sievert), morte possibile o certa (oltre i 3 Sievert). Il primo intervento da compiere su chi ha subito radiazioni è un lavaggio accurato e la somministrazione di farmaci o tavolette di sodio che contrastano i danni ai globuli bianchi (particolarmente sensibili alle radiazioni, assieme alle cellule dell'apparato gastrointenstinale). I danni al Dna sono più difficili da quantificare perchè provocano conseguenze di lungo termine.
Nonostante le rassicurazioni, una minima contaminazione è stata tuttavia registrata anche su una portaerei americana ancorata a più di 150 chilometri dalle coste giapponesi.
Questa sarà la quarta notte senza acqua, cibo, gas ed elettricità per i milioni di abitanti del nordest giapponese, l'area maggiormente colpita dal terremoto e dallo tsunami.