25/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono oltre 27 milioni le persone che hanno abbandonato la propria casa, a causa di guerre o conflitti, rimanendo all'interno dei confini nazionali. I governi non sembrano in grado di affontare la questione "rifugiati"

Il Centro di monitoraggio per i profughi (Idmc), con sede a Ginevra, ha diffuso un rapporto annuale che stima in 27,5 milioni il numero delle persone sfollate all'interno dei propri confini nazionali a causa di violenze o conflitti. Nel solo 2010 si sono registrati quasi tre milioni di rifugiati in venti diversi Paesi, un milione di loro è africano.

Elisabeth Rasmusson, segretario generale del Consiglio norvegese per i rifugiati, ha espresso preoccupazione per le cifre in continua crescita. Anche se nell'ultima decade si sono osservati progressi nella comprensione e nella risposta dei governi al fenomeno dei rifugiati, la maggior parte dell'assistenza che questi ricevono proviene ancora dalle organizzazioni umanitarie.

L'Africa è l'unico continente nel quale dal 2004 si riducono le cifre: la Rasmussen ricorda che quasi la metà degli sfollati africani è in Sudan e che altre 500 mila persone si trovano in Costa d'Avorio. In Asia, invece, il numero dei profughi è aumentato del 70 percento negli ultimi cinque anni mentre in Medioriente ha raggiunto quota 4 milioni.

 

 

 

 

Parole chiave: rifugiati, profughi
Categoria: Diritti, Guerra, Migranti, Politica
Luogo: Svizzera