La commissaria europea per l'assistenza umanitaria Kristalina Georgieva ha lanciato oggi un allarme circa il pericoloso stato d'emergenza in cui versa il paese. In un'informativa distribuita ai suoi colleghi la Georgieva sottolinea in particolare la presenza di persone bisognose di assistenza, oggi stimate in un milione, ma che potrebbero 'rapidamente raddoppiare'.
La Georgieva parla di un'emergenza "su larga scala" alla quale la macchina dell'assistenza umanitaria 'non è capace di rispondere in maniera adeguata'. Molte delle agenzie impegnate sul terreno 'non hanno agito in maniera tempestiva per inviare sul posto personale adeguatamente preparato'. Tale situazione è resa più complessa a causa dell'enorme difficoltà di accesso ai territori da parte delle organizzazioni umanitarie, fortemente limitate da minacce e dai combattimenti in atto.
La Georgieva avverte circa gli 'enormi' problemi umanitari, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei civili, l'assistenza medica, i rifornimenti di cibo e acqua potabile. Secondo la commissaria, 'l'Unione Europea deve essere pronta ad intervenire destinando all'emergenza nuove risorse'. I servizi umanitari della Commissione si sono già mossi per aprire un ufficio ad Abidjan e hanno espresso la volontà di rafforzare il coordinamento degli interventi di tutti gli operatori presenti in Costa d'Avorio.
Nel frattempo il capo di stato maggiore dell'esercito fedele a Gbagbo, il generale Philippe Mangou, ha chiesto un cessate il fuoco al contingente Onu, mentre altri due generali, Dogbo Blé e Konan Boniface appartenenti alle Forze d'Assalto della Marina (FUMACO), stanno trattando una resa con le truppe di Oattara, vincitore delle ultime elezioni presidenziali.
Il gruppo dei fedeli stretti attorno all'ex-presidente chiedono la fine delle ostilità e l'abbandono da parte di Gbagbo del posto di comando a condizione che egli riceva la totale protezione da parte dell'Onu. Il portavoce del suo governo, rimasto ormai senza alcuna legittimità internazionale, Ahoua Don Mello ha infatti confermato che 'sono in corso trattative dirette che si basano sulle raccomandazioni dell'Unione Africana secondo la quale il presidente è Alassane Ouattara'. Sempre secondo quanto affermato da De Mello, 'seguono i negoziati per la sicurezza fisica e giuridica dei sostenitori di Gbagbo e dei suoi parenti'.