Ieri le forze di Ouattara, neo-eletto presidente della Costa d'Avorio, riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dall'Unione Africana (UA), hanno portato avanti per ore un assalto alla residenza di Gbagbo, presidente uscente deciso a rifiutare la resa e mantenere il comando del Paese.
Il blitz, scaturito dall'esito negativo dei negoziati guidati da Onu e Francia, è fallito a causa della tenace resistenza mostrata dai "mercenari" fedeli a Gbagbo, costringendo le truppe di Ouattara, che la settimana scorsa sono arrivati ad Abidjan, a ripiegare, mantenendo comunque l'assedio.
L'ambasciata di Francia ha nel frattempo comunicato che elicotteri francesi della missione Liocorno, chiamati dall'Onu, sono intervenuti in serata per difendere la residenza dell'ambasciatore giapponese, Yoshifumi Okamura, costretto, assieme a sette funzionari diplomatici nipponici, a rifugiarsi in una stanza protetta per proteggersi dai "tiri intensi" e dalle "armi pesanti" delle forze di Gbagbo.
I diplomatici "sono ormai sani e salvi alla base francese di Camp-Bouet", ha reso noto Liocorno, ma da Israele arriva la richiesta, diretta alla Francia, di evacuare i propri funzionari dalla Costa d'Avorio per questioni di sicurezza, notizia confermata ieri dal ministro degli Esteri francese, Alain Juppé.