06/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il leader golpista rifiuta di dimittersi. Gelo di Parigi. La Brigata Liocorno nella notte ha ricominciato a sparare

Laurent Gbagbo ha detto "no" ad ogni ipotesi di sue dimissioni. Torna alta la tensione ad Abidjan, capitale commerciale della Costa d'Avorio dove il leader golpista, che da novembre rifiuta di cedere il potere al vero vincitore delle ultime presidenziali, Alassane Ouattara, continua a resistere barricato in un bunker segreto.

Ieri pomeriggio, si erano diffuse indiscrezioni, confermate da stampa e diplomazia francesi, secondo le quali Gbagbo sarebbe stato prossimo ad un'uscita di scena volontaria. Due suoi generali stavano negoziando una resa sotto tutela delle Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri Alain Juppé si era sbilanciato: "La Francia sta per convincere Ggagbo a fare un passo indietro". Le trattative ci sono state e si sono svolte nell'ambasciata francese di Abidjan.

Nella notte è arrivata la smentita dell'ex presidente, ancora introvabile. Da venerdì, le forze alleate del presidente Ouattara sono entrate ad Abidjan dopo aver conquistato con un rapido blitzkrieg quasi l'80 per cento del Paese. Oltre che con i gruppi armati che appoggiano il suo rivale, il leader golpista se la deve vedere con novemila caschi blu della missione Onu in Costa d'Avorio e 1600 forze speciali francesi della Brigata Liocorno, che negli ultimi giorni sono passate all'attacco e ieri sera sono tornate a colpire i centri militari delle forze vicine a Gbagbo.

Fino ad ora, la crisi ivoriana ha causato oltre un milione e mezzo di sfollati e un numero imprecisato di morti. I bollettini ufficiali dicono che non sarebbero più di mille ma è molto probabile che si tratti di una cifra approssimata per difetto. Le agenzie umanitarie non hanno accesso a gran parte del Paese. Sulla questione, ieri è intervenuta la comiissaria europea per l'assistenza umanitaria, Kristalina Georgieva, che ha accusato queste organizzazioni di essere impreparate e di non aver gestito bene l'emergenza.